di Alberto Leali

 

Un film di Paul Currie. Con Teresa Palmer, Michiel Huisman, Sam Reid, Maeve Dermody, Remy Hii, Simone Kessell. Thriller, 98’. USA, Australia, 2017

 

Il controllore del traffico aereo Dylan Boyd (Huisman) vede verificarsi eventi apparentemente casuali, che si ripetono identici ogni giorno alla stessa ora e terminano alle 2:22 alla stazione ferroviaria di New York.

Stordito e impaurito, Dylan commette un grave errore sul lavoro e riesce a scongiurare la collisione tra due aerei turistici per il rotto della cuffia.

Fra i passeggeri scampati alla tragedia c’è Sarah (Palmer), con cui Dylan inizia una bella storia d’amore. Proprio la ragazza, però, potrebbe essere la chiave per spezzare la ripetizione di eventi che scandisce in modo inquietante la sua vita.

“2:22 – Il destino è già scritto” di Paul Currie è un thriller fantascientifico dalla trama pasticciata e non originalissima, che mescola in maniera poco convincente le tematiche del tempo, del destino, delle ambizioni frustrate, dell’amore e della reincarnazione.

Il film parte bene, nel vivo dell’azione, e regge fino alla mezz’ora, regalando il momento più teso e spettacolare in un quasi scontro aereo.

Il problema, però, è che anziché crescere e avvincere nel prosieguo, come dovrebbe fare un buon thriller, perde mordente fino a scadere nella noia, per poi cercare di recuperare con un finale ad effetto, che risulta in realtà telefonatissimo.

La storia d’amore che va a mescolarsi al carattere paranormale della vicenda non aiuta a elevare il prodotto, tra cliché e melensaggini indigesti e poco funzionali. Peccato, perché alcuni elementi narrativi erano intriganti.

Michiel Huisman e Teresa Palmer si impegnano, ma è difficile risultare credibili in ruoli così enfatizzati.

Una nota di merito alla parte tecnica, considerando soprattutto che non si tratta di un film di Hollywood ad alto budget. La scenografia è abile nel trasformare Sidney in New York, musiche e sound design sono riusciti, buoni sono gli effetti speciali.

Purtroppo “2:22 – Il destino è già scritto” di Paul Currie è un’esemplificazione calzante di quello che propongono le sale in estate: prodotti di livello non eccelso, spesso rimanenze di magazzino, che provano a intrattenere con idee e azione convenzionali e scontati.