5 motivi per cui tutti dovrebbero scrivere un libro nella vita

di Antonietta Mirra

 

Tutti dovrebbero scrivere almeno un libro nella loro vita”. A cosa vi fa pensare questa affermazione? A me fa venire in mente che può essere vero e mi spinge anche a riflettere su quali possano essere i motivi per cui chiunque possa prendere in mano carta e penna e iniziare a raccontare.

Prima di tutto bisognerebbe scrivere qualcosa che rifletta la nostra individualità, che attraverso le parole e la storia che abbiamo scelto di narrare sia un compendio di tutto ciò che ci riguarda e che dia sostanza, conferma, alle nostre idee, permettendoci di condividere cosa siamo e cosa abbiamo dentro di noi con il mondo.

scrivere

Non siete convinti? Ecco 5 motivi per cui tutti dovrebbero scrivere un libro. Proviamo a riflettere su ognuno di essi.

1. Scrivere è come una terapia
Quando scrivi conosci meglio te stesso, cominci inevitabilmente ad andare in profondità per quanto riguarda la tua identità e di conseguenza racconterai solo ciò che sentirai di raccontare, perché sia le tue esperienze che la tua immaginazione saranno inevitabilmente legate a ciò che vorrai narrare. Così facendo imparerai nuove cose su di te e comincerai a chiederti perché hai scelto quel tipo di storia e cosa ti ha spinto a creare certi personaggi, collegati a determinate vicende piuttosto che ad altre. Queste domande ti serviranno per scoprire nuovi aspetti della tua personalità, dettagli segreti del tuo essere che forse, fino a quel momento, non conoscevi. Scrivere significa “riscrivere” e questo testimonia quanto sia importante e inevitabile che mentre si sta scrivendo di qualcosa, si rifletta anche sulla propria esperienza personale, andando sempre più in profondità nella propria anima. Inoltre ricordatevi che tutti siamo nati per scrivere. La scrittura esiste nel DNA culturale dell’uomo, come la danza. Ciò non significa che qualunque cosa scriviamo debba essere pubblicata. Ci sono storie che meritano, altre che vanno scritte per puro divertimento. L’importante è che la scrittura sia prima di tutto una terapia, un confronto con se stessi. Soltanto così può funzionare davvero.

2. Scrivere rende più intelligenti e più si scrive, più si migliora
Pensateci. Ci sono scrittori che hanno bisogno di anni di pratica per diventare bravi, altri a cui basta qualche mese, in ogni caso la chiave per migliorare il proprio stile narrativo è scrivere sempre e comunque. Approfondire con ricerche e studi ciò di cui vogliamo parlare. Se per esempio scegliamo di ambientare la nostra storia in un’epoca di cui conosciamo poco o comunque abbastanza, la scrittura ci porterà ad approfondire quel periodo storico e con esso tutti gli elementi che vi sono collegati. Questo procedimento, apparentemente semplice naturale, indirettamente ci permetterà di accrescere le nostre conoscenze culturali e ci renderà più preparati. Lo stesso vale quando decidiamo di cimentarci in un genere narrativo di cui non abbiamo mai scritto. Inizieremo col leggere i grandi maestri e inavvertitamente apprenderemo elementi importanti di quello stile che ci serviranno poi sia per scrivere ma anche per tutto ciò che riguarda noi stessi e il rapporto con la scrittura.

3. Scrivere un libro non è una passeggiata, ci possono volere mesi e molto spesso anni
Un altro motivo importante, dunque, è il fatto di intraprendere un percorso di apprendimento e di crescita interiore, il cui raggiungimento finale può arrivare solo con tanto dolore e altrettanta fatica. Non tutti hanno molto tempo a disposizione da dedicare al proprio romanzo, e dunque la stesura di un‘opera narrativa diventa non solo difficile ma anche incredibilmente sofferta. Può mettere a dura prova la vostra resistenza e spingervi sul punto di organizzare il vostro tempo in base ai vostri impegni e soprattutto obblighi. Scrivere un romanzo non è un gioco, è la creazione di un mondo, il vostro, che deve incastrarsi perfettamente con quello degli altri, se vorrete essere compresi. È un processo di conoscenza intima, di esternazione di desideri e paure tenute nascoste o semplicemente di un grido che volete raggiunga l’eternità. In ogni caso non è mai facile sedersi a un tavolo davanti a un foglio bianco o allo schermo di un pc e iniziare a buttare giù le proprie idee giorno dopo giorno. L’ispirazione, che è la chiave della scrittura, non sempre arriva e quando arriva bisognerebbe coglierla al volo. Ma molto spesso ciò non è possibile.

4. La materia è ciò che conta
Il contenuto di ciò che state scrivendo arriverà al mondo e vi renderete certo conto di quanto possa essere importante comunicare agli altri quello che avreste sempre voluto dire. Scrivere un libro può essere una delle migliori forme di comunicazione e di espressione per quanto riguarda noi stessi. Attraverso la creazione di una storia, che può essere reale o fantastica, permettiamo agli altri di conoscerci, cerchiamo il confronto con tutto ciò che ci circonda. Possiamo ricevere risposte positive o negative, critiche o manifestazioni di sostegno, ma in ogni caso tutto servirà a farci crescere e maturare. Scopriremo quanto è potente la parola scritta, capace di raggiungere i cuori delle persone e di toccare le corde più sottili e delicate dei loro animi. Le parole sono impronte che lasciano segni al di là della nostra volontà.

5. Scrivendo un libro puoi vivere per sempre
Questo è un dato di fatto se consideriamo che la scrittura è una forma d’arte, un’espressione di creatività come pittura o scultura, e in quanto tale un’opera è in grado di sfidare il tempo. Scrivere un romanzo significa superare i ricordi, entrare nella memoria collettiva e restarci per sempre. Un’opera d’arte appartiene all’eternità e non può mai morire. Le persone, quando non ci saremo più, avranno di noi foto, ricordi, ma se ci sarà un libro a raccontare ancora di noi avremo guadagnato l’immensità del tempo e dello spazio, il suo essere infinito, raccolti tra le braccia dell’indefinito e come tale eterno. Pensateci. Se non siamo noi a scrivere un libro che ci racconti, chi lo farà? Potrebbe essere un’occasione imperdibile, perché nessun altro può farlo. Il mondo perderà qualcosa, un pezzo di noi che non potrà più tornare, e noi perderemo l’occasione di essere unici ed eterni per un mondo che ormai ha imparato a dimenticare facilmente e che ha bisogno di cose da ricordare. Dobbiamo solo imparare di nuovo a farlo.


Cosa ne pensate, amici lettori? Siete d’accordo sul fatto che tutti dovrebbero provare a cimentarsi nella scrittura o pensate che, anche se ognuno di noi ha dentro una storia da raccontare, è meglio che la maggior parte resti al suo posto, non narrata, e che lo scrittore rimanga una professione “per pochi”?