“Adults in the room”: il racconto della crisi greca secondo Costa-Gavras

Una pellicola dallo stile quasi documentaristico, che racconta una tragedia sociopolitica annunciata

Un film di Costa-Gavras. Con Valeria Golino, Georges Corraface, Daan Schuurmans, Colin Stinton, Ulrich Tukur. Drammatico, 124′. Francia 2019

Dietro porte chiuse va in scena una tragedia umana. Un tema universale, una storia di persone intrappolate in un’inumana rete di potere. Il circolo brutale delle riunioni dell’Eurogroup che impone alla Grecia la dittatura dell’austerity con un totale disprezzo per l’umanità e la compassione. Una trappola claustrofobica senza via d’uscita che esercita pressione sui protagonisti e finisce con il dividerli. Una tragedia nel senso della Grecia antica: i personaggi non sono buoni o cattivi ma guidati dalle conseguenze delle loro convinzioni su cosa sia giusto fare. Una tragedia per i nostri tempi molto moderni.

 

Il regista Costa-Gravas ha iniziato a pensare al film che poi diventerà “Adults in the room”, presentato fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia, nel 2007, quando l’ambasciatore greco gli disse ad una festa che la situazione della Grecia era tragica. Sono passati oltre dieci anni, ma l’idea si è rafforzata nella mente del regista. Ed eccoci qui.

Una trasposizione che fa politica in modo poco satirico, molto realistico e accurato, con uno stile quasi documentaristico. Il nuovo primo ministro afferma: “Finiremo per deluderli. Ci hanno eletto, ma chiederanno sempre di più e finiremo per deluderli”. Questo concetto di debito nei confronti degli elettori e della Nazione è un punto cardine che porta poi alla risoluzione del film.

Costa-Gravas non dà soluzioni per questa tragedia sociopolitica, piuttosto racconta un momento storico e politico delicato, una ferita che ancora deve rimarginarsi. I temi affrontati sono tipici della sua filmografia, ma “Adults in the room” è sicuramente superiore ai precedenti. Una pellicola che merita di essere vista, per la capacità di far riflettere.

 

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