Al cinema: Moonwalkers

Un film di Antoine Bardou-Jacquet. Con Ron Perlman, Rupert Grint, Robert Sheehan, Eric Lampaert, Kerry Shale. Commedia, 107′. 2015

Moonwalkers, poster

Siamo proprio sicuri che l’uomo sia stato sulla Luna? Neil Armstrong, il 20 luglio del 1969, fece davvero “un piccolo passo per l’uomo, ma uno gigantesco per l’umanità”? Il mondo intero, incollato davanti alla TV, ha assistito a uno degli eventi più importanti della storia, oppure si trattò solo di una bella ricostruzione, magari fatta su un set cinematografico?

Sul web, di tanto in tanto, domande come queste sputano fuori e molti complottisti accaniti si scateno, proponendo le teorie più curiose.

Il film “Moonwalkers” si diverte a giocare proprio su queste teorie e il regista Jacquet mette in piedi una commedia a metà strada tra il pulp e il grottesco, usando un’ironia e un garbo tutto british.

Siamo alla vigilia dell’annunciato sbarco sulla Luna e il governo americano è preoccupato. Un insuccesso potrebbe portare a disastrose conseguenze a livello d’immagine, soprattutto per ciò che riguarda il gioco di forza coi sovietici.

Per questo i servizi segreti decidono di predisporre un piano b: Stanley Kubrick dovrà montare un falso filmato di sbarco lunare, da mandare in onda in caso di necessità. In Inghilterra, per prendere contatto con l’entourage del famoso regista, viene inviato l’agente speciale Kidman (Perlman), reduce da tre anni di missione in Vietnam e alquanto traumatizzato per quanto ha fatto e visto.

Caso vuole che nel momento in cui Kidman si presenta nell’ufficio, al posto dell’agente di Kubrick ci sia invece lo squattrinato e inconcludente Jonny (Grint), che davanti alla possibilità di intascare una grossa somma non esita a millantare l’amicizia col regista.

Anche se il bluff di Jonny viene presto smascherato, Kidman è costretto ad affidarsi comunque a lui e ai suoi eccentrici amici per girare il filmato. Parte così una grottesca produzione, guidata da un regista fricchettone e con una troupe più dedita a farsi di acidi che a lavorare.

A rendere ancora più complicate le cose, un pericoloso strozzino, cui Jonny deve molti soldi, che fiutando l’affare non esita a chiedere il saldo e soprattutto gli interessi, e la stessa Cia, che perplessa davanti alla piega presa dalla missione, decide di intervenire ed eliminare qualsiasi testimone del progetto segreto.

Un film piacevole e divertente, che scorre in maniera fluida, sostenuto da un buon ritmo. La regia è di livello, magari di taglio televisivo, ma capace di costruire un prodotto agile, diretto e intenso nel suo genere. Il testo è ben scritto, frizzante; i dialoghi sono ispirati, ben costruiti e ben interpretati.

È azzeccata e convincente anche la scelta di unire elementi comici ed elementi pulp, che fanno della pellicola un prodotto azzeccato e godibile fino in fondo.

Gli anni Sessanta sono rappresentati nel loro lato più eccessivo, tra uso di droghe e sesso selvaggio, eppure anche questa visione grottesca non stona con il tono scanzonato e irriverente del film.

La coppia formata da Roon Perlman e Ruper Grint è di assoluto valore, divertente, stralunata ed eccentrica al punto giusto. Sono credibili nei rispettivi ruoli e danno vita a scene davvero esilaranti. Anche il resto del cast è all’altezza e contribuisce a rendere il film meritevole di attenzione e interesse.

La storia ci riporta che gli statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin, il 20 luglio 1969, scrissero una pagina memorabile per l’umanità, mettendo per la prima volta piede sulla Luna. Dopo aver visto questo film, però, qualche dubbio sulla veridicità della notizia potrebbe venire anche allo spettatore più convinto.

 

Il biglietto d’acquistare per “Moonwalkers” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.


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