Anteprima al cinema: Independence Day – Rigenerazione

Un film di Roland Emmerich. Con Bill Pullman, Jeff Goldblum, Liam Hemsworth, Jessie Usher, Charlotte Gainsbourg. Fantascienza, 129′. 2016

Independence Day, locandina

La speranza, dopo aver visto il film di Roland Emmerich? Che nessuna forma di vita, dall’universo profondo, ci butti un occhio, perché altrimenti, più che un’invasione, rischiamo una querela stellare per diffamazione.

Emmerich, cedendo alle lusinghe economiche dei produttori, realizza un sequel di “Independence Day” che riesce nella duplice impresa di oscurare i pregi del primo film e far diventare l’odiatissima “Corazzata Potëmkin” del ragionier Fantozzi una pellicola appetibile da vedere.

Independence Day – Rigenerazione” non è solamente un brutto film – o se volete usare un’espressione meno politically correct, “una cagata pazzesca” – dal punto di vista della scrittura e della recitazione, ma è anche una storia senza senso, dove il messaggio o morale che dir si voglia latita.

La narrazione riprende vent’anni dopo il fallito tentativo d’invasione aliena del primo film, con il mondo unito e pacificato pronto a festeggiare l’anniversario in pompa magna. Alcuni eroi di quell’avventura non ci sono più (come Will Smith), altri sono invecchiati e malati (Bill Pulman) eppure sono proprio loro a lanciare l’allarme: gli alieni stanno tornando e non faranno prigionieri.

La struttura narrativa e il conseguente intreccio sono confusi, pasticciati, privi di mordente, infarciti di una scadente e prevedibile retorica americana. Se il primo film aveva scatenato l’orgoglio yankee, il secondo rischia di ucciderlo di noia.

Independence Day, Jeff Goldblum, Liam Hemsworth
Jeff Goldblum e Liam Hemsworth in una scena del film. 2016

La ricchezza degli effetti speciali, da sola, non è sufficiente a soddisfare lo spettatore. Si fa fatica a emozionarsi per una pellicola lenta e fiacca, che è idealmente una via di mezzo tra “Guerre stellari”, “Alien”, “Predator” e “Platoon”, recuperando però ben poco di quei successi.

Non si salva neppure la regia di Roland Emmerich che è sì grandiosa e spettacolare, ma priva di un qualsiasi quid creativo o artistico.

Il cast, che era stato vent’anni fa un punto di forza, oggi è debole, scialbo. I superstiti del primo episodio, come ad esempio Bill Pullman, avrebbero fatto bene a seguire l’esempio di Will Smith ed evitare questa brutta figura.

Un blockbuster, insomma, che magari sbancherà anche al botteghino (perché la curiosità e la passione per una storia, in questi casi, giocano un ruolo importante nelle scelte del pubblico) ma che difficilmente passerà alla storia o sarà ricordato tra qualche anno.

L’universo è sconfinato, lo sappiamo, e ci sono buone probabilità che la razza umana non sia la sola ad abitarlo. Eppure, vedendo “Independence Day – Rigenerazione”, si ha solo voglia di sperare che gli alieni, se ci guardano, non decidano di farsi un’idea della nostra arte cinematografica basandosi su questo film.

 

Il biglietto da acquistare per “Independece Day – Rigenerazione” è: 1)Neanche regalato (con riserva); 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.





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