Aprile in libreria: le nuove uscite da non perdere

Il paese dei coppoloni, La crisi in giallo, Sangue e neve

Il paese dei coppoloni, Vinicio Capossela | Feltrinelli | 1 aprile
“Da dove venite? A chi appartenete? Cosa andate cercando?” Così si chiede al viandante-narratore nelle terre dei padri. Il viandante procede con il passo dell’iniziato, lo sguardo affilato, la memoria popolata di storie. E le storie gli vengono incontro nelle vesti di figure, ciascuna portatrice di destino, che hanno il compito di ispirati accompagnatori. Luoghi e personaggi suonano, con i loro “stortinomi”, immobili e mitici, immersi in un paesaggio umano e geografico che mescola il noto e l’ignoto. Scatozza “domatore di camion”, Mandarino “pascitore di uomini”, la Totara, Cazzariegghio, Pacchi Pacchi, Testadiuccello, Camoia, la Marescialla: ciascuno ragguaglia il viandante, ciascuno lo mette in guardia, ciascuno sembra custode di una verità che tanto più ci riguarda, quanto più è fuori dalla Storia. Il viandante deve misurarsi, insieme al lettore, con un patrimonio di saggezza che sembra aver abbandonato tutti quanti si muovono per sentieri e strade, sotto la luna, nella luce del meriggio, accompagnati dall’abbaiare dei cani. E poi ci sono la musica e i musicanti. La musica da sposalizio, da canto a sonetto, la musica per uccidere il porco, la musica da ballo per cadere “sponzati come baccalà”, la musica da serenata, il lamento funebre, la musica rurale, da resa dei conti.

La crisi in giallo, AA VV | Sellerio | 2 aprile
Il “giallo” si adatta magnificamente alls crisi economica. E non solo perché i migliori polizieschi sono sempre in fondo indagini sulla disperazione sociale. Ma anche perché la crisi economica dà rilievo a quella malinconia morale che pervade ogni storia nera: che i veri criminali, a ben guardare, sono ben altri del comune delinquente. Inoltre, lo sfondo di deserti industriali, di miseri in lotta per la pagnotta, di ex ricchi piombati nella vergogna del bisogno, di gesti clamorosi di chi non ha niente da perdere, di profittatori del bisogno estremo, di speculatori che giocano al ribasso dei beni sociali, di fughe di capitali, di truffe per furbizia o per fame, aggiunge alla finzione noir una forte dose di verità e di solidarietà umana. Tutto questo mescolarsi di denuncia sociale, di spietato realismo e di consapevole empatia è ciò che accomuna i sei racconti gialli che qui presentiamo. Scritti da autori i cui eroi hanno altrove dato prova della loro capacità di immergersi nel tessuto della società nei suoi risvolti più nascosti ed estremi.

Sangue e neve, Jo Nesbo | Einaudi | 7 aprile
Negato come rapinatore di banche perché incasina le fughe. Negato come pappone perché si affeziona alle prostitute. Negato come pusher o esattore di crediti perché non sa tenere i conti. Nel giro della mala, l’unica cosa che Olav è capace di fare è il liquidatore, il killer. Ma quando Daniel Hoffmann, il boss della droga di Oslo, gli ordina di uccidere sua moglie perché lo tradisce, persino lui capisce di essere finito in un mare di guai. Se poi, anziché uccidere la donna, Olav se ne innamora, è chiaro che il mare è destinato a diventare un oceano. Ormai braccato, gli resta una sola speranza: liquidare Hoffmann prima che Hoffmann liquidi lui, magari chiedendo aiuto al suo peggior nemico. Auguri.

I canti del sogno, Qualcosa di vero, Il ritorno di coniglio

I canti del sogno, George RR Martin | Mondadori | 7 aprile
Il racconto che apre questa raccolta, che è il primo di due volumi che completano l’edizione italiana dei racconti di Martin, cominciata nel 2006 con la pubblicazione dei “Re di sabbia” e proseguita l’anno successivo con “Le torri di cenere”. I primi tre racconti, scritti negli anni Sessanta mostrano un Martin giovane ma già in possesso delle virtù di un grande scrittore, particolarmente a suo agio nello spaziare tra generi, dal fantastico di “Solo i bambini” all’epico eroico della “Fortezza”, con un’insolita incursione nel politico (senza rinunciare a ironia e azione, ovviamente) con “E morte il suo retaggio”. I restanti quattro sono stati scritti tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, veri e propri gioielli letterari, percorsi da una vena crudele e perturbante che avvicina Martin a maestri assoluti quali Edgar Allan Poe o, mutando forma espressiva, Roman Polanski o Alfred Hitchcock.

Qualcosa di vero, Barbara Fiorio | Feltrinelli | 8 aprile
Le fiabe sono vere, come la vita e come i bambini. E quando Rebecca, nove anni e una nuova casa, incontra Giulia, quarant’anni e nessun istinto materno, può succedere che trovi, finalmente, il suo eroe. Un romanzo appassionante, fresco e divertente. Un’autrice italiana di grande talento, che si inserisce nella scia dei successi “al femminile” come Nicolas Barreau, Raquel Martos e Liane Moriarty.

Il ritorno di coniglio, John Updike | Einaudi | 14 aprile
Harry Armstrong, detto “Coniglio”, ha ormai abbandonato i sogni di gloria della sua giovinezza, sportivi e non, e si avvicina a grandi passi alla mezza età. Lavora in una stamperia di Brewer, la città della Pennsylvania in cui è nato, e il suo matrimonio è in crisi. Quando sua moglie lo abbandona per un altro uomo, Harry rimane solo con il figlio tredicenne, e precipita in una spirale di depressione e incertezza. Finché a sconvolgere e a rimettere in gioco la sua vita non arrivano Skeeter, afroamericano, reduce del Vietnam e spacciatore, e Jill, una ragazzina ricca in fuga dalla famiglia. Si crea cosi uno scandaloso ménage a quattro, nel quale sembrano incarnarsi tutte le utopie e le folli derive della Summer of Love, e del Sessantotto.

Reflections, Godetevi la corsa, Accordi imperfetti

Reflections, Kasie West | DeAgostini | 14 aprile
Mi chiamo Addison Coleman. Ho diciassette anni, una massa di riccioli biondi e un potere straordinario: riesco a vedere il futuro. Di solito non amo approfittare di questa capacità, ma da quando i miei genitori hanno deciso di divorziare le cose sono cambiate. Mi sono trovata davanti alla scelta più difficile di sempre – con chi di loro sarei andata ad abitare? – e ho iniziato a indagare il futuro. Un’Indagine di sei settimane per capire quale fosse la migliore delle mie alternative. O almeno così speravo. Perché l’Indagine si è rivelata molto più complicata del previsto. Due ragazzi hanno stravolto la mia vita, o forse sarebbe meglio dire… le mie vite. Due ragazzi di cui è impossibile non innamorarsi. Duke è come un mare in tempesta, travolgente e affascinante. Gioca a football e non sa ancora in quale college andrà il prossimo anno. Trevor è come una notte d’estate, dolce e spensierato. Vorrebbe ricominciare a giocare a football e disegna fumetti. Uno riesce a farmi perdere la concentrazione con un solo sguardo. All’altro basta una parola per farmi battere il cuore all’impazzata. Ed è per questo che scegliere tra i miei due futuri alternativi non sarà affatto facile: perché qualsiasi decisione prenda, dovrò dire addio a uno di loro.

Godetevi la corsa, Irvine Welsh | Guanda | 23 aprile
In un nuovo rutilante romanzo, Irvine Welsh torna a raccontare la sua Edimburgo, più lercia e spassosa che mai. Siamo alla fine del 2012 e sulla città incombe la minaccia di un uragano, che gli scozzesi hanno affettuosamente ribattezzato «Du’Palle». Ma ha ben altro a cui pensare il mitico «Gas» Terry Lawson, tassista sessualmente superdotato e attore porno a tempo perso per il produttore Sick Boy. Terry ama passare le giornate intrattenendosi in allegria con donne di diversa età e provenienza, convinto che la cosa più importante sia cercare, sempre e comunque, di «godersi la corsa». Eppure, nella vita, fin troppe cose lo distolgono dal dedicarsi alla sua attività prediletta. All’aeroporto viene ingaggiato come autista part-time da Ronald Checker, un miliardario di Atlanta, nonché star dei reality televisivi: vuole che Terry gli faccia da guida a Edimburgo per aiutarlo ad accaparrarsi tre bottiglie di whisky costosissimo. Nel frattempo un gangster locale gli affida la supervisione del suo «centro benessere», in realtà una sauna-bordello, dove lavora Jinty, prostituta ninfomane che nella notte dell’uragano scompare misteriosamente, e a Terry toccherà anche scoprire che fine ha fatto la ragazza.

Disaccordi imperfetti, Jonathan Coe | Feltrinelli | 30 aprile
I primi tre racconti di questa raccolta sono percorsi da una vena di ironica malinconia per le occasioni mancate e per il passaggio inesorabile del tempo. Un musicista di un piano bar sogna ciò che avrebbe potuto essere in Nona e Tredicesima, in V.O. un regista della giuria di un festival dell’horror e del fantasy tentenna tra due rapporti possibili per ripiombare nell’inconcludenza di una vita mediocre e in Ai ferri corti una coppia di pensionati vive nella solitudine rassegnata di una casa sul mare cui non sono riusciti a dare un nome, neppure dopo anni di lunghe discussioni. Gli altri tre racconti della raccolta sono storie compiute e, allo stesso tempo, come ci dice l’autore nella nota introduttiva, schizzi e frammenti per un’opera di più ampio respiro intitolata Unrest, che si propone di tracciare la storia di una famiglia borghese nella seconda metà del Ventesimo secolo. In Le Stupidaggini di Ivy, l’io narrante è il figlio più piccolo, che a dieci anni, mentre la famiglia allargata è riunita per Natale, vede il fantasma di un uomo assassinato dalla moglie che cerca di uccidere la nonna. In Pentatonico, assistiamo alla prima frattura di un matrimonio che rivela la fondamentale diversità nel sentire dei coniugi, durante il concerto della figlia. E in Rotary Park, la moglie scompare proprio alla vigilia di Natale nell’impossibilità di porre rimedio al senso di inquietudine che domina il matrimonio .Infine, Billy Wilder: diario di un’ossessione, il pezzo che chiude la raccolta, evoca letteralmente…


 

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