“Bangla”: una spassosa commedia sull’amore ai tempi dell’integrazione

Con il suo esordio alla regia Phaim Bhuiyan racconta la Roma di oggi, simbolo di un'Italia multietnica

Un film di Phaim Bhuiyan. Con Carlotta Antonelli, Phaim Bhuiyan, Alessia Giuliani, Milena Mancini, Simone Liberati, Pietro Sermonti. Commedia, 84′. Italia 2019

Phaim è un giovane musulmano di origini bengalesi nato in Italia. Vive in famigli a Torpignattara, quartiere romano multietnico, lavora in un museo e suona in un gruppo. Proprio in occasione di un concerto incontra Asia. Tra i due scatta l’attrazione e Phaim dovrà cercare di capire come conciliare il suo amore con la prima regola dell’Islam: la castità prima del matrimonio.

 

A l di là il titolo esotico, “Bangla”, primo lavoro da regista di Phaim Bhuiyan, è un’opera intelligente, autoironica e spassosa sulla realtà italiana di oggi, una riflessione dai toni leggeri su come trasformare lo scontro tra culture diverse in confronto costruttivo.

Nell’Italia del nuovo millennio, Bangla è quella figura poliedrica che incarna la diversità nella società italiana. Bangla è il pizza boy, il venditore di kebab, il gestore di quei negozietti un po’ dimessi che vendono birra a poco prezzo fino a tarda notte. Nella commedia italiana, Bangla, spesso, è il cameriere e elemento folcloristico.

Giocando con gli stereotipi, Phaim ribalta, rivolta e si riappropria di questa figura per trasformarla in una maschera originale e comica, capace di impersonare con leggerezza e ironia le dinamiche della società globale. Il tutto nel quartiere romano di Tor Pignattara, coacervo di diversità e culture.

Il Bangla di Phaim avrà anche la pelle diversa ma cammina, si muove e parla con la stessa rilassatezza e lo stesso atteggiamento scanzonato di un qualsiasi “romano de’ Roma”, con la differenza che lui, il Bangla, la cittadinanza l’ha ottenuta a diciotto anni. Un fatto che sconvolge i personaggi attorno a Phaim più di quanto non sconvolga Phaim stesso – che vuole solo vivere una vita normale.

La narrativa articolata e scanzonata di Phaim spesso ricorda quel modo leggero con cui Alberto Sordi e Paolo Villaggio hanno creato le loro maschere più famose. Ma senza rimpianti. Infatti, figlio della generazione di YouTube, Phaim rinnova il linguaggio comico italiano grazie all’uso di una narrativa visiva fresca e alla costruzione di un’ilarità contemporanea, che aprono le porte a un nuovo punto di vista nel cinema: quello del Bangla, italiano di seconda generazione.

 

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