Bel ami, Guy de Maupassant

Quando Georges Duroy arriva a Parigi non ha nulla. Va a vivere in una soffitta umida e angusta, trova un impiego modesto nelle Ferrovie del Nord ed è infelice di questa sua povera condizione. Grazie all’aiuto di un ex-commilitone della Legione Straniera, Charles Forestier, incontrato per caso all’Opéra, riesce ad avviare la sua ascesa sociale. Da cronista per il giornale “La Vie Française”  a uomo di successo nella società francese nel giro di pochi anni. Ma oltre al giornalismo saranno le donne, o meglio la capacità di manipolarle, a fare la sua fortuna.

Le avventure amorose e gli intrighi parigini di Georges iniziano con la giovane e annoiata Clotilde de Marelle, amica della signora Forestier, che diventa l’amante di Duroy quando ancora lui non è altro che un giornalista come tanti. Nonostante la passione della donna, è il rapporto (prima solo lavorativo, poi d’amore) con Madeleine, moglie dell’amico Charles, ad aprirgli davvero le porte del gran mondo. È della signora Forestier, infatti, l’idea di cambiare la firma del giornalista in Du Roy, per attribuirsi false ascendenze nobiliari. Sempre grazie all’abilità della donna, Georges penetra nella politica e negli affari internazionali. Alla morte di Forestier i due si sposano, ma l’idillio ha breve durata. Non più innamorato della moglie, Duroy inizia una relazione con Viriginie Walter, moglie dell’editore del giornale. La donna, casta e inadatta ai giochi d’amore, non resiste alle avance, cede e ne esce disonorata e distrutta, quando lo scaltro seduttore si stanca di lei e volge le proprie attenzioni sulla figlia Suzanne. Con un sottile inganno (fugge con la ragazza e rifiuta di tornare finché i genitori non acconsentiranno all’unione), Georges riesce a farli acconsentire al matrimonio, ed è proprio su questa vantaggiosissima unione, che lo proietta nell’alta società come membro effettivo, che si chiude il libro e la storia di Bel Ami. Ma il lettore è certo che Georges non si sia fermato davvero. Sta solo aspettando un’occasione migliore per elevarsi ancora.

Quello che caratterizza il personaggio principale, fin dalle prime pagine, è una grandissima ambizione. Georges vuole migliorare la propria condizione, vuole diventare qualcuno, vuole far fortuna. Niente e nessuno può fermarlo. Non lo fermano gli scrupoli di coscienza o la morale, non lo ferma l’amore.

Le figure femminili sono il controcanto di questo seduttore impenitente. Piene di vita e di sentimenti, quanto lui sembra concentrato solo sul suo obiettivo di ascesa. Clotilde è la giovane sposa insoddisfatta. Madeleine è la donna che sarebbe dovuta nascere uomo, perché ha l’intelligenza e le capacità per fare la giornalista, ma i costumi del tempo glielo impediscono. Virginie è la virtù che si piega alla corruzione. Suzanne è una ragazzina sventata, che ha la fortuna di avere tutto e da questa posizione di vantaggio gioca le sue mosse.

Guy de Maupassant ha il grande merito di portarci dentro la società francese, di svelarne le trame dall’interno. Non dipinge un mondo perfetto, la grandezza dei ricchi e dei nobili e via dicendo. Descrive le bassezze, gli intrighi, i meccanismo stessi che governano il gran mondo. E chi legge resta affascinato da tutte queste rivelazioni.

Un altro dei pregi del romanzo, oltre alla trama modernissima e avvincente e a questo focus realistico e dissacrante, è lo stile. Nell’idea comune associamo ai classici una scrittura difficile e oscura, a tratti pesante da leggere. Invece Maupassant scrive in modo godibile e, soprattutto, leggibile. Non si deve essere dei letterati, per poter godere delle sue parole o anche solo per capirle. Il suo è un libro per tutti. Un classico della letteratura che si legge come un romanzo contemporaneo.

 

VOTO: *** e 1/2


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