Bella Thorne presenta a Roma “Il sole a mezzanotte – Midnight sun”

L'attrice e modella parla del ruolo di Katie, di fiabe Disney, dell'alchimia con il regista Scott Speer

Il sottoscritto si lamenta spesso dell’età che avanza, degli acciacchi e di comprendere poco gli usi e i costumi delle nuove generazioni. Ad esempio, perché si prendono sempre più spesso a modello star del web o della tv, invece di rifarsi alla storia? Instagram, oggi, è dove nascono e muoiono gli aspiranti guru, con il placet dei media.

Si, caro lettore, sono la personificazione del pregiudizio e del qualunquismo. Ma proprio dall’alto della mia posizione posso dirlo a gran voce: partecipare alla conferenza stampa dell’attrice e cantante americana Bella Thorne, a Roma per presentare il film “Il sole a mezzanotte – Midnight sun” in uscita il 22 marzo, è stata una piacevole sorpresa.

Per i 7 milioni di persone che la seguono su Instagram non sarà una novità, ma è stato sorprendente, per me, incontrare una 21enne che ragiona come una persona molto più grande, e ha le idee chiare su se stessa e sulla società.

Ad accompagnare Bella Thorne all’incontro con i giornalisti, e ad aprirle la strada parlando di questioni “tecniche” come la distribuzione e i motivi che hanno portato alla scelta di puntare sul film di Scott Speer (non ultimo il fatto che l’attrice possa contare su un nutrito gruppo di fan), Roberto Proia, direttore Divisione theatrical di Eagle Pictures, e Manlio Castagna, vicedirettore del Giffoni Experience.

Ma la stella è lei, Bella Thorne. Che ha risposto alle domande con naturalezza e intelligenza.

 

In “Il sole a mezzanotte – Midnight sun” interpreti il ruolo di Katie, una ragazza che soffre fin dalla nascita di una rara malattia, la Xeroderma Pigmentoso (XP), che la costringe a sfuggire i raggi del sole e vivere di notte. Coraggiosa, determinata a non farsi comunque tarpare le ali, costretta a un coprifuoco. Soltanto a noi ricorda una celebre eroina Disney?

Si, Katie è molto simile a Cenerentola. È una sognatrice, ma se sentirsi a proprio agio con se stessi e seguire i propri sogni è difficile per tutti, per Katie lo è ancora di più per via della malattia. Lei vuole vivere pienamente ma è in costante lotta con se stessa. Perché sa che se dovesse spingersi troppo oltre potrebbe non veder sorgere un nuovo giorno.

Bella Thorne è Katie nel film “Il sole a mezzanotte – Midnight sun” (2018)

La storia da grande importanza al rapporto tra la protagonista e il padre, disposto a tutto pur di proteggere l’unica figlia. Restando in tema di fiabe e Disney, il rapporto rievoca quello tra i protagonisti de “La Bella e la Bestia”. Quanto ha influito sulla tua decisione di accettare il ruolo?

È stato uno dei motivi per cui ho accettato il ruolo. Mio padre è morto, ma nel rapporto di Katie con il suo ho visto molto di quello tra me e mia madre – ho sentito che noi due avevamo molto in comune. Suo padre rinuncia a tutto per dedicarsi a lei, per farle vivere al massimo ogni giorno della sua vita. Può sembrare strano, ma non ho avuto difficoltà a girare la scena in cui Katie crea per lui un profilo sul sito d’incontri dicendogli: “Vai avanti, hai bisogno di avere una vita oltre me”. È stata la scena più semplice da girare, perché ho pensato che avrei potuto dire e fare le stesse cose con mia madre mille volte.

Hai all’attivo già diversi film, ma probabilmente questo ruolo, al momento, è il più complesso con il quale ti sei cimentata. Come ti sei preparata?

Il personaggio di Katie mi ha spinto verso una caratterizzazione drammatica, ma ho faticato tanto prima di trovare la giusta chiave di lettura. Ogni giorno, prima di andare sul set, mi ritrovavo con il regista per discutere delle scene, e del modo in cui avrei dovuto interpretarle. Dovevo capire, di volta in volta, bisogni e desideri del personaggio – è stato più difficile del solito. Katie è un’adolescente fragile che scopre l’amore. È stato un po’ difficile pensare a ogni singola cosa come se fossi Katie. Farei tutto in modo diverso se la mia unica finestra sul mondo fosse il pc.

Bella Thorne con Patrick Schwarzenegger in una scena del film “Il sole a mezzanotte – Midnight sun” (2018)

Katie è un esempio di resilienza, ma il film trasmette anche l’idea che le fiabe non necessariamente si concludono con il fantomatico “e vissero felici e contenti”?

A mio avviso sì, e non è un consiglio solo per i giovani, ma per tutti. Da piccola ho sofferto di un problema di salute, e ho capito quanto sia difficile reagire davanti a un certo tipo di situazione – non solo per la persona, ma per amici e parenti. Tanti hanno la tendenza a procrastinare, a dire “lo farò domani”. Invece bisogna vivere al massimo ogni momento, altrimenti è tempo sprecato. Fare come Katie, in poche parole, per cui ogni giorno è un miracolo.

Il film darà modo al pubblico di scoprire una malattia rara come la XP. Tu la conoscevi, prima di leggere il copione? E se fossi davvero nei panni di Katie quale credi che sarebbe la rinuncia più dolorosa da fare?

Non conoscevo lo XP prima. Per il film ho fatto molte ricerche, ho visto soprattutto video – perché è difficile incontrare chi ne soffre, visto che non può uscire di casa. Sicuramente se fossi malata mi mancherebbe più di tutto quello che non posso avere: la luce del sole. Quando mi capita di dover affrontare una lunga e faticosa giornata di lavoro, mi affaccio alla finestra, guardo il sole e la sua luce mi dà la carica per iniziare.

Bella Thorne in una scena del film “Amytiville – Il risveglio” (2017)

Sui social network hai un grandissimo seguito di pubblico, anche giovane. Avverti la responsabilità di essere un modello?

È difficile, ma quale altra scelta abbiamo se non essere coraggiosi e fare del nostro meglio? C’è bisogno di persone che facciano del bene, che cambino le nostre giornate con dei piccoli gesti. Dobbiamo essere più gentili, aprire la porta a chi non riesce a farlo. E immedesimarci di più negli altri, provare a capire cosa pensano, cosa provano. Per esempio cosa penseranno le persone affette da XP di questo film? Sarò riuscita a lasciare loro qualcosa, con la mia interpretazione? Se la risposta è sì, allora avrò fatto un buon lavoro.

E qual è la tua idea di successo?

Per rispondere a questa domanda voglio raccontarvi un episodio personale. Un giorno passeggiavo con un mio caro amico e stavamo parlando di noi, quando improvvisamente mi ha chiesto: “Bella dove ti vedi fra 20 anni?” E io gli ho risposto: “Dove non lo so, voglio solo essere felice”. Andare a dormire felice ogni notte, questo per me è il mio successo.

A ottobre uscirà, distribuito da Eagle Pictures, un secondo film in cui sei diretta da Scott Speer, “I Still See You”. Puoi anticiparci qualcosa?

Fino a oggi è il film che preferisco tra quelli in cui ho recitato. È stato bello lavorare di nuovo con Scott, ci capivamo al volo. È una storia dark… chissà che non riesca anche a farvi commuovere.

 

 

Previous article“Quello che non so di lei”: un’opera sul rapporto tra finzione e realtà
Next article“Eric Clapton – Life in 12 bars”: vita di una leggenda del blues
È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here