Berlinale 2017 | Gli Asian Brilliant Stars celebrano le eccellenze d’Asia

di Valeria Lotti

 

La Berlinale si apre alle promesse del cinema asiatico. Sul modello degli European Shooting Stars, quest’anno sono andati in scena per la prima volta al Festival gli Asian Brilliant Stars.

A dare il via all’evento, che si è svolto nello storico edificio Silbersaal/Palmenhof nel Sony Center di Potsdamer Platz, è stata una conferenza stampa.

Quello che i relatori hanno voluto sottolineare è che l’Asia non coincide più soltanto con la Cina, e la speranza per le prossime edizioni è proprio che altri paesi con una fiorente industria cinematografica – India, Iran, Corea, Giappone – possano partecipare.

Richard Shen, segretario generale dell’Asian Film and Television Promotion, ha spiegato che lo scopo dell’evento è anche quello di promuovere la collaborazione tra cinema asiatico e cinema europeo, per stabilire un rapporto di sostegno reciproco necessario a entrambe le industrie e destinato a durare nel tempo.

Durante la serata sono stati anche assegnati i premi: Xu Haofeng è stato eletto miglior regista per il film “The Final Master” (2015), Jerry Ye miglior produttore per “The Wasted Times” (2016) e Liu Zhenyun miglior sceneggiatore per “Someone to Talk to” (2016).

Si è parlato anche dell’European Film Market, focalizzato quest’anno sul casting di attori asiatici per film europei, per cercare di appianare la distanza tra produzioni europee e asiatiche.

Perché nonostante la Berlinale ospiti sempre più film prodotti e girati in estremo oriente, sia in concorso che nelle altre sezioni, va detto che le co-produzioni sono ancora relativamente poche.