Cinema protagonista e un tappeto rosso dimesso: al via la 67° Berlinale

Si apre oggi con “Django” di Étienne Comar, film dedicato alla figura di Django Reinhardt (1910-1953), jazzista rom perseguitato dal nazismo durante la seconda guerra mondiale, la 67° edizione della Berlinale, che si chiuderà il 19 febbraio.

Se dovessimo descrivere con una frase, un’immagine, la kermesse tedesca diremmo che qui più che altrove è il cinema ad essere protagonista molto più del glamour – e infatti il tappeto rosso c’è, ma è corto, quasi a favorire un passaggio veloce e pochi “pavoneggiamenti” di stelle.

I volti noti non sono tantissimi, le sedi sono decentrate. Oltre al centro nevralgico di Potsdamer Platz, il festival si estende infatti da est a ovest, dal centro alla periferia, dai sette schermi dello Zoo Palast al più raccolto Sputnik Kino.

Nove sezioni, ognuna con il proprio curatore, ad abbracciare tutti i generi. Un Concorso che parla tutte le lingue del mondo – o almeno buona parte.

Se lo scorso anno a vincere il Leone d’oro era stato “Fuocoammare” di Francesco Rosi (leggi la recensione), lanciato poi nella corsa agli Oscar come miglior documentario, quest’anno non abbiamo possibilità di ripeterci. L’Italia è infatti rappresentata da un solo film, “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino, incluso però nella sezione Panorama Special.

“Django” di Étienne Comar è il film d’apertura.

Da segnalare anche la presenza di Alessandro Borghi, che partecipa alla 20° edizione di Shooting Stars, la piattaforma che lancia giovani attori europei. Daniel Craig e Rachel Weisz sono passati di qua, per fare solo due nomi.

Tra i film che sulla carta paiono imperdibili, oltre ai già citati “Django” e “Chiamami col tuo nome”, vi segnaliamo:

  • The dinner di Oren Moverman con Richard Gere, Laura Linney, Steve Coogan e Rebecca Hall, tratto dal bestseller omonimo di Herman Koch. Il film racconta l’incontro a cena di due coppie, che dalle buone premesse prende una pessima piega…
  • The other side of hope di Aki Kaurismaki. A Helsinki si incrociano i destini del cinquantenne Wikhström, col pallino del gioco d’azzardo, e del rifugiato siriano Khaled. Wikhström, grazie a una vincita, decide di cambiare vita e aprire un ristorante, Khaled attende una risposta alla sua domanda di asilo. Una sera, Wikhström lo trova nel cortile del suo locale e, toccato dalla sua storia, decide di occuparsi di lui.
  • The party di Sally Potter con Cillian Murphy, Emily Mortimer, Timothy Spall, Kristin Scott Thomas, Patricia Clarkson, Bruno Ganz. Gli invitati alla festa del titolo pensano di passare una piacevole serata insieme tra vecchi amici. Andrà molto diversamente…
Una scena del film “The other side of hope” di Aki Kaurismaki.Un
  • Trainspotting 2. Sequel del fortunato film di Danny Boyle del 1996, racconta le vicende dei protagonisti (Ewan McGregor, Ewen Bremner, Jonny Lee Miller) vent’anni dopo. Tratto dal romanzo di Irvine Welsh “Porno”, uscirà nelle sale italiane il 23 febbraio.
  • Logan di James Mangold che si alla serie a fumetti Marvel “Vecchio Logan” ed è il sequel di “X-Men le origini – Wolverine” (2009) e “Wolverine – L’immortale” (2013). Logan (Hugh Jackman) è invecchiato e Charles Xavier ha perso i poteri a causa dell’Alzheimer. A portare una ventata di aria fresca nell’atmosfera crepuscolare, la giovanissima clone Laura Kinney (Dafne Keen).
  • Final portrait di Stanley Tucci, con Geoffrey Rush e Armie Hammer (protagonista anche di Chiamami col tuo nome di Guadagnino). Il film racconta la relazione tra il critico d’arte americano James Lord e il pittore svizzero Alberto Giacometti.
  • Viceroy’s House di Gurinder Chadha, con Gillian Anderson, Michael Gambon, Hugh Bonneville. La protagonista di questo sontuoso dramma in costume è la Anderson di “X-files” e “The Fall – Caccia al serial killer” la cui famiglia fu davvero coinvolta nella “partition”, la divisione tra India e Pakistan seguita al crollo dell’impero coloniale britannico.

 

Parole a Colori sarà alla Berlinale con l’inviata Valeria Lotti, che seguirà per noi anteprime e conferenze stampa, senza dimenticare di raccontarci il clima cittadino e gli aneddoti più divertenti. Non perdete il nostro speciale.

Buona Berlinale 2017 a tutti!





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