Biennale di Venezia | Settimana della Critica | Pagliacci e Prevenge

La Settimana internazionale della critica (qui il programma) ha aperto i battenti puntando i riflettori sul tema della maternità, con il cortometraggio inedito di Marco Bellocchio “Pagliacci” e il film “Prevegne” dell’inglese Alice Lowe.

Chi sostiene che la mamma è sempre la mamma e che la maternità sia un momento unico e magico per ogni donna dovrà cambiare idea, dopo aver visto queste due pellicole.

Una scena del cortometraggio di Marco Bellocchio "Pagliacci".
Una scena del cortometraggio di Marco Bellocchio “Pagliacci”.

Il corto “Pagliacci” evidenzia quanto talvolta proprio la figura materna possa diventare un ostacolo per la felicità dei figli.

La struttura narrativa voluta dal regista italiano, di taglio lirico nella prima parte e teatrale nella seconda, descrive con ferocia e disincanto i rapporti ormai deteriorati tra una vecchia anaffettiva e i suoi due figli, costretti a subire anche da adulti la schiacciante personalità della donna. Per motivi diversi, i due sono infelici e sognano che la madre muoia per poter iniziare a vivere davvero.

Se l’idea di base della sceneggiatura è interessante, nel suo sviluppo il corto risulta lento e statico, sia come ritmo che come pathos, faticando a coinvolgere lo spettatore. Non è un caso che alla fine della proiezione siano stati pochi e tiepidi gli applausi del pubblico.

“Pagliacci” merita un biglietto Neanche regalato, ma con riserva.

Prevenge, Alice Lowe

Il film d’apertura Fuori concorso della sezione è stato invece l’inglese “Prevenge”, scritto, diretto e interpretato da Alice Lowe.

Si tratta di una pellicola che strizza l’occhio al tarantiano “Kill Bill”, solo che in questo caso la vendetta è portata avanti da una donna al settimo mese di gravidanza, che lo spettatore segue nel suo freddo e spietato piano per rivalersi su chi le ha portato via l’amato compagno.

“Prevenge” è nello stesso tempo horror, noir, grottesco e ironico, si lascia vedere nonostante alcune scene splatter piuttosto evidenti. I diversi generi sono ben mescolati e creano un’atmosfera ironica e graffiante che evidenzia come anche una donna incinta sia capace di qualunque azione, anche di quelle più sanguinarie e truculente.

Forse la prima parte del film è maggiormente godibile per ritmo, pathos e brillantezza di racconto rispetto alla seconda, ma ciò nonostante lo spettatore segue le vicende della protagonista fino alla fine con interesse e coinvolgimento.

Alice Lowe è l’assoluta protagonista del film, grazie al suo triplice ruolo, dimostrando poliedricità, talento e personalità scenica. Un nome, il suo, da tenere d’occhio anche in futuro. Ottimo esordio alla regia, con la costruzione di una pellicola originale, dissacrante e in qualche modo anche catartica .

“Prevenge” può essere inserito con merito, insieme a “Kill Bill”, tra i film che confermano il saggio detto: mai far arrabbiare una donna.

Biglietto Ridotto per la Lowe e la sua gestante vendicativa.

 

I nostri biglietti: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.





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