Bif&st 2016: Seconda giornata

La seconda giornata del Bari International Film Festival si aperta con le conferenze stampa di presentazione di due film italiani in concorso nella sezione “Opere Prime e Seconde”: “Un posto sicuro” e “Arianna”.

Per la prima pellicola erano presenti il regista Francesco Ghiaccio e gli attori Giorgio Colangeli  e Marco D’Amore – reso celebre presso il grande pubblico dal ruolo di Ciro in “Gomorra – La serie”.

Marco D'Amore e Giorgio Colangeli in una scena del film "Un posto sicuro".
Marco D’Amore e Giorgio Colangeli in una scena del film “Un posto sicuro”.

“Un posto sicuro” è uscito nelle sale italiane lo scorso dicembre, ma pur avendo come tema il caso Eternit – Casal Monferrato ha incassato appena ottantamila euro, segno evidente che il pubblico mostra ancora uno scarso interesse per le storie meno leggere e più impegnate e impegnative. “È un film politico e non di denuncia” ha detto con passione Marco D’Amore, che riveste nel progetto anche il ruolo di produttore.

Il film, ambientato a Casal Monferrato in Piemonte, racconta il dramma dell’inquinamento da impianto che ha devastato il piccolo paese provocando diverse morti e lo fa attraverso il conflittuale rapporto tra un figlio (D’Amore), attore alla deriva, e un padre (Colangeli), ex operaio Eternit adesso gravemente malata.

Il film ha un impianto più teatrale che cinematografico, e a risentirne è soprattutto il ritmo, eccessivamente lento e statico. Per quanto il tema sia di quelli che scottano, la pellicola risulta incisiva e avvolgente solo a fasi alterne. Degna di menzione l’intensa performance di Giorgio Colangeli che, come ha dichiarato in conferenza stampa, ha sposato questo progetto perché affascinato dall’idea di poter interpretare un operaio e di poterne descrivere la mentalità e le emozioni.

Il regista e D’Amore hanno infine posto l’accento, con una nota lievemente polemica, sul fatto che in Italia sia ancora assai forte la censura preventiva che finisce per inibire chi vuole trattare argomenti diversi da quelli più leggeri, da commedia.

Arianna, Carlo Lavagna, locandina

È stato poi il turno di “Arianna” (sul blog Il ritorno di Melvin la recensione completa), rappresentato del regista Carlo Lavagna e dall’attrice Valentina Carnelutti. Presentato in anteprima lo scorso settembre al Festival del Cinema di Venezia, ha ottenuto buoni riscontri ed elogi soprattutto per la giovane protagonista Ondina Quadri.

Il film è nato da un sogno del regista. “Ero una giovane donna con difficoltà a rivelare se stessa al mondo – ha raccontato Lavagna – per questo, dopo molte ricerche, ho deciso di costruire una pellicola che ruotasse intorno alle tematiche della libertà e della ricerca di identità”.

Valentina Carnelutti ha invece parlato della forza della sceneggiatura, che l’ha colpita profondamente sebbene nella vita reale sia molto diversa dal suo personaggio.

Alla libreria Feltrinelli si è svolto invece il secondo degli incontri a cura di Jean Gili per ricordare Ettore Scola. A prendere la parola questa volta Valerio De Paolis, distributore cinematografico, e Roberto Cicutto, produttore. Entrambi hanno lavorato con Scola per il suo ultimo film, “Che strano chiamarsi Federico”.

Nel pomeriggio tutti a “Lezione di cinema” da Paolo Virzì al teatro Petruzzelli. Il regista livornese ha ripercorso, insieme al critico Enrico Magrelli, le tappe più significative della sua carriera – da quando, “giovane, inesperto e incosciente”, si è scritto al Centro Sperimentale di Cinema di Roma all’esperienza nella “Mas”, società di produzione e sceneggiatura di cui era socio anche Scola.

C’è stato tempo anche per parlare di progetti futuri. Virzì ha accennato al suo prossimo film, “La pazza gioia”, in uscita a maggio, che vedrà protagonista l’inedita coppia formata da Micaela Ramazotti e Valeria Bruni Tedeschi. L’idea è nata per caso, ai tempi del “Capitale umano”, quando il regista ha visto le due donne camminare mano nella mano in mezzo al fango per raggiungere il resto della troupe.

Luca Marinelli, l'antagonista nel film "Lo chiamavano Jeeg robot"
Luca Marinelli, l’antagonista nel film “Lo chiamavano Jeeg robot”

Focus su Luca Marinelli, vincitore del premio “Vittorio Gassman” come migliore attore protagonista per “Non essere cattivo”, e su Simone Isola e Paolo Bogna della Kimera Film, migliori produttori dell’anno, al teatro Margherita.

“Non essere cattivo”, del compianto Claudio Caligari, (leggi la recensione su Parole a Colori) è uno dei casi cinematografici dell’anno, realizzato grazie alla determinazione di Valerio Mastrandrea, come hanno voluto ricordare i due giovani produttori, che hanno accettato la sfida con entusiasmo. La fase produttiva del film è stata complessa e laboriosa; la svolta si è avuta quando la Tao due di Pietro Valsecchi ha deciso di affiancare i produttori e di creare un’inedita collaborazione con Rai Cinema.

Luca Marinelli, uno degli attori italiani del momento, è apparso emozionato e ancora incredulo di fronte a questa nuova popolarità. Ha voluto tenere un basso profilo, sottolineando come siano state le sceneggiature di qualità – di “Non essere cattivo” prima, e “Lo chiamavano Jeeg Robot” (leggi la recensione su Parole a Colori) poi – ad aiutarlo a dare vita a personaggi così riusciti.

La seconda giornata del Bif&st si è conclusa al teatro Petruzzelli, dove il maestro Armando Trovajoli ha ripercorso per il pubblico le tappe più importanti della sua carriera, impreziosita da momenti come la creazione della colonna sonora per lo spettacolo teatrale “Rugatino” con Nino Manfredi e Aldo Fabrizi e la lunga e proficua collaborazione con Ettore Scola.


–> Bari International Film Festival su Parole a Colori

 




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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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