Bif&st 2016: Terza giornata

Oggi tra gli addetti ai lavori si sente spesso dire, con amarezza, che il teatro sia agonizzante, se non addirittura già morto, e che i giovani talenti non possano emergere, bloccati da una casta di pochi, e ormai bolliti, artisti che si ostinano a calcare il palcoscenico senza concedere ad altri la minima opportunità.

La terza giornata del Bari International Film Festival ha provato a sfatare questo disfattismo imperante, regalando il giusto spazio proprio ad artisti nati in teatro.

Toni Servillo
L’attore napoletano Toni Servillo.

Il pubblico del Petruzzelli ha omaggiato Toni Servillo con una lunga standing ovation, quando è salito sul palco dopo la proiezione del film di Roberto Andò “W la libertà”. L’attore napoletano ha ricevuto il premio Mario Monicelli per l’eccellenza artistica per il suo alto contributo in campo teatrale e cinematografico.

Accolto come una vera rock star, Servillo, anziché farsi intervistare dal critico Enrico Marelli, ha preferito raccontarsi al pubblico in una sorta di confessione artistica attraverso la lettura di passi del suo libro “Oltre l’attore”, edito da Donzelli.

L’amore per il teatro l’ha portato, nonostante i trionfi cinematografici e il consenso della critica, a continuare a girare in lungo e in largo l’Italia, per affermare ogni sera la sua passione. Il teatro, secondo Servilo, è il mezzo ideale per comunicare emozioni e verità al pubblico, perché non c’è finzione tra chi è sul palcoscenico e chi siede in platea, ma solo la rappresentazione autentica e diretta della realtà.

È stato un incontro breve ma intenso, che ha confermato il carisma e la personalità dell’attore napoletano e il desiderio del pubblico di ascoltare e applaudire il talento, poco importa da dove questo venga.

Teatro protagonista anche del “Focus” di oggi, nel corso del quale sono stati intervistati Sonia Bergamasco (“Quo vado?”) e Massimiliano Gallo (“Per amore vostro”), entrambi premiati come migliori attori non protagonisti.

Sonia Bergamasco
Sonia Bergamasco, manager spietata nella commedia di Checco Zalone.

Due film agli antipodi, quelli che li hanno visti come co-primari: il primo è una commedia tutta risate e record di pubblico, il secondo è il classico film autoriale, che ha riscosso grandi consensi di critica all’ultimo Festival di Venezia – dove Valeria Golino si è anche aggiudicata la Coppa Volpi come migliore attrice protagonista.

Nominati anche ai prossimi David di Donatello, i due intervistati sono la conferma vivente che un attore, se è di talento, può farsi apprezzare ed emergere in qualsiasi tipo di film sia chiamato a recitare.

“Ho deciso di buttarmi in questo progetto dopo aver letto e apprezzato la sceneggiatura – ha raccontato Sonia Bergamasco – Ero consapevole dei rischi, ma ho vissuto l’esperienza con assoluta serietà”. Per l’attrice interpretare il ruolo dell’inflessibile dirigente pubblico di Quo vado? (leggi la recensione su Parole a Colori) è stato nello stesso tempo interessante e divertente, e la performance ha confermato la sua capacita di adattarsi a personaggi diversi, da quelli più seri e drammatici a quelli più leggeri e comici.

Anche Massimiliano Gallo, figlio d’arte di un importante cantante del passato, ha voluto sottolineare la necessità per un bravo attore di affrontare ogni ruolo con professionalità e passione. Secondo lui il teatro italiano, nonostante la forte crisi in corso, è tutt’altro che morto, ed è anzi andato incontro negli ultimi anni a un certo rinnovamento.

Entrambi gli attori, applauditi dal pubblico, si sono poi augurati che l’inutile polemica sull’esistenza di un cinema di serie A e di uno di serie B finisce una volta per tutti, perché non fa bene a nessuno e finisce solo per svilire la validità delle produzioni italiane.


–> Bari International Film Festival su Parole a Colori