“Black Widow”: la redenzione di un Avenger in uno dei migliori film Marvel

Scarlett Johansson e Florence Pugh in una storia ricca di colpi di scena, azione e adrenalina

Un film di Cate Shortland. Con Scarlett Johansson, Florence Pugh, Rachel Weisz, William Hurt, David Harbour. Azione, 133′. USA 2021

La piccola Natasha è cresciuta per alcuni anni in Ohio con la madre Melina, il padre Aleksei e la sorella Yelena. Quella famiglia è solo una copertura, ma è anche l’unica che lei e Yelena hanno avuto, perché per il resto del tempo sono state addestrate e manipolate nella “stanza rossa”, un programma segreto russo per creare super-agenti assassini. Quando anni dopo Yelena le fa avere un antidoto a quel programma, Natasha si trova tagliata fuori dagli Avengers ed è anzi ricercata, in seguito alla Guerra Civile tra Capitan America e Iron Man. Inizia così una missione che riporta a casa la Vedova Nera, facendole ritrovare la madre adottiva Melina e il Red Guardian Aleksei, che sostiene di essere stato la controparte russa di Capitan America.

 

Dopo “Avengers: Civil War” – è qui che si colloca l’attesissimo nuovo film Marvel “Black Widow”, in uscita oggi su Disney+ per tutti gli abbonati – avevamo lasciato Vedova Nera in rotta con Tony Stark, dopo aver favorito Steve Rogers/Captain America.

Natasha Romanoff ha subito alle calcagna il generale Ross e noi la seguiamo, per la prima (e ultima?) volta al centro della scena, in un’avventura emozionante e tenebrosa diretta da Cate Shortland.

Prima di diventare un Avenger, Natasha aveva una famiglia, formata da mamma Melina, papà Andrei e una sorellina, Yelena, una casa. In realtà le cose non stanno esattamente così, e questa infanzia “normale” altro non è che una missione, una copertura.

Le due giovani “sorelle” verranno poi strappate a questa vita, con brutalità, e costrette all’addestramento della Stanza Rossa, da cui Natasha riuscirà a scappare e da cui cercherà per sempre di redimersi, diventando un’eroina e alla fine, come sappiamo, dando la vita per l’umanità.

Ma prima di Thanos, delle gemme dell’infinito e della conclusione della sua storia, c’è “Black Widow”, dove Natasha dovrà affrontare una missione contro le sue stesse sorelle, nuove minacce, un nemico all’apparenza impossible da battere.

Erano anni che aspettavamo questo film, ma prima la scarsa fiducia di affidare a una donna, senza poteri, il ruolo da protagonista, poi il Covid, hanno a più riprese fatto slittare il progetto. E dire che al personaggio di Natasha Romanoff/Vedova Nera i fan si sono affezionati fin da subito, e la sua morte, in “Endgame”, ha sconvolto tanto quanto quella dell’amato Tony Stark.

Adesso si torna indietro, con quello che la critica estera ha definito il miglior film Marvel fino a oggi, e che secondo me, invece, è secondo solo a “Captain America – The Winter Soldier”. Non a caso ad accomunare le due pellicole sono gli spunti thriller-politici, e una grande attenzione alla fotografia e alla trama piuttosto che ai soli effetti speciali.

Mi sentirei, invece, di escludere i paragoni con le saghe di “Mission Impossible” e “James Bond”, fosse solo perché qui si respira a pieni polmoni aria di casa Marvel.

Ad ogni modo, in “Black Widow”, storia ricca di colpi di scena, azione e adrenalina, Scarlett Johansson dimostra che puntare su un super-solo movie tutto al femminile non è un azzardo, e che il risultato finale può essere ottimo (migliore di altri che abbiamo visto in passato, come “Captain Marvel” e “Wonder Woman”, ad esempio).

Il cast è eccezionale, con David Harbour e Florence Pugh – che idealmente raccoglie qui il testimone dalla sorella come Vedova Nera, e che vedremo in futuro nei progetti Marvel – che spiccano sugli altri.

Per quanto riguarda Natasha, invece, anche se questo doveva essere il suo commiato dal franchise, non è chiaro cosa aspettarsi. C’è infatti chi parla di una possibile trilogia incentrata al personaggio della spia russa-Avengers. Per adesso ci godiamo questo film, punto esclamativo del suo arco narrativo.