“Bruised – Lottare per vivere”: l’esordio alla regia di Halle Berry

Il film sportivo su Netflix mescola violenza e tenerezza, ma il minutaggio è eccessivo

Un film di Halle Berry. Con Halle Berry, Adan Canto, Stephen McKinley Henderson, Shamier Anderson, Shawna Hamic. Drammatico, 138′. USA 2021

Jackie Justice è stata una campionessa di MMA, ma la sua carriera si è conclusa con una disgraziata sconfitta. Da allora tira a campare di lavori di basso profilo, spesso umilianti, e vive con il suo manager, che ha però una personalità irascibile e in fondo abusiva. Lui la porta a un match di combattimenti clandestini senza regole, dove lei, provocata, dimostra di saperci ancora fare. Impressiona così un organizzatore di incontri, deciso a rilanciarla. Le cose però si complicano quando sua madre le porta a casa il figlio di sei anni, che lei aveva lasciato con il padre rimasto da pochi giorni ucciso in una sparatoria. Il bambino oltre che spaesato è anche traumatizzato, tanto da aver smesso di parlare…

 

La saga di Rocky Balboa ha entusiasmato ed emozionato intere generazioni, sdoganando la boxe come strumento di riscatto sociale e redenzione personale. Rocky è diventato una leggenda, un simbolo, un modello da seguire, ben oltre il personaggio cinematografico.

Nel 2004 Clint Eastwood, con il suo “Million Dollar Baby”, ha regalato al pubblico un’altra eroina indimenticabile, fuori e dentro il ring, interpretata da una tostissima Hillary Swank. E ha aperto la strada a personaggi femminili che “picchiano forte” tanto quanto – se non di più – dei colleghi maschi.

C’era una volta il fantomatico “sesso debole”. Oggi una ragazza può praticare sport estremi, salire sul ring, buttarsi nella mischia come e quando crede. E non deve giustificarsi per le sue passioni, almeno non nella parte “fortunata” del mondo (guardare “Climbing Iran” per apprezzare il “nostro” mondo, per quanto imperfetto).

È arrivato su Netflix “Bruised – Lottare per vivere”, opera prima da regista dell’attrice Halle Berry, che presta anche il volto alla protagonista. Nel complesso, l’esordio della Barry dietro la macchina da presa è positivo, naturale.

La Berry si è confrontata con una doppia scommessa artistica: risultare credibile nel ruolo di un’atleta vittima di attacchi di panico ma decisa a rialzarsi per amore del figlio ritrovato e costruire un film sullo sport evitando i soliti cliché.

Se la prima va considerata ampiamente vinta da Halle Barry, vitale e carismatica come Jackie Justice, la seconda nì. “Bruised” è il classico esempio di pellicola sportiva, con una trama lineare ma alquanto prevedibile e non del tutto esente da luoghi comuni. Anche l’elemento romantico omosessuale è a mio parere forzato, per quanto Sheila Atim nel ruolo dell’allenatrice sia molto brava.

In generale, il film dura troppo, e le oltre due ore di girato non fanno che rallentare il momento del climax emotivo. Le scene degli allenamenti e degli incontri sono ben dirette, intense, coinvolgenti – anche se, per onore di cronaca, va detto che non toccano mai i picchi di epicità della saga di “Rocky”.

Nonostante qualche criticità narrativa e limiti stilistici, “Bruised – Lottare per vivere” rimane comunque un film più che godibile, che mescola le giuste dosi di violenza e tenerezza. Probabilmente non un futuro cult, ma un buon esordio.

 

Il biglietto da acquistare per “Bruised – Lottare per vivere” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre. 

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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