“Buonasera Presidente”: una docu-fiction seriale al via su Rai Storia

Undici Presidenti rivivono tra immagini d'archivio, testimonianze storiche e interviste impossibili

Dopo stasera è veramente difficile credere allo Stato e alle sue leggi. Prima che torni la parola agli elettori bisogna parlamentarizzare questa crisi, utilizzando l’articolo 90 della Costituzione. Bisogna mettere in stato di accusa il Presidente.

Sembrato passato un secolo eppure è trascorso meno di un anno (era il 28 maggio 2018) da quando Luigi Di Maio attaccò frontalmente il Presidente Sergio Mattarella, reo, a suo dire, di aver impedito la formazione del nuovo governo rifiutando il nome di Paolo Savona come ministro dell’economia, avanzando la richiesta di impeachment per l’inquilino del Colle.

Pochi giorni dopo il cosiddetto “Governo del cambiamento” avrebbe giurato al Quirinale, facendo cadere nel dimenticatoio gli echi di quella notte.

Sarebbe sufficiente questo per convincere lo spettatore/cittadino/elettore della necessità di guardare con grande attenzione e partecipazione la docu-fiction in 7 puntate “Buonasera Presidente”, in onda a partire dal 30 aprile su Rai Storia. Ma in aggiunta c’è il valore creativo del progetto.

Ogni puntata unisce gli strumenti classici del documentario (immagini, testimonianze illustri e filmati di repertorio) alla fiction, con una serie di “interviste impossibili” condotte dal giornalista Filippo Ceccarelli agli 11 Presidenti, interpretati da altrettanti attori che ne fanno rivivere l’indole, la personalità e il profilo politico.

Antonello Fassari interpreta il ruolo di Francesco Cossiga, Antonio Catania quello di Oscar Luigi Scalfaro, Giorgio Colangeli quello di Carlo Azeglio Ciampi. Ci sono poi Paolo Sassanelli (Giuseppe Saragat), Giovanni Esposito (Giovanni Leone), Gianfranco Gallo (Enrico De Nicola), Sergio Pierattini (Luigi Einaudi), Thomas Trabacchi (Sandro Pertini), Amerigo Fontani (Giovanni Gronchi), Nando Paone (Antonio Segni) e Paolo Ricca (Alcide De Gasperi).

“Buonasera Presidente” ha soprattutto il merito di rivoluzionare l’approccio alla storia, utilizzando uno schema di racconto diretto quanto semplice che consente anche allo spettatore privo di cultura politica o costituzionale di avvicinarsi con curiosità e interesse a tematiche spesso oscure e poco comprensibili.

Paolo Ricca è Alcide De Gasperi che ha ricoperto il ruolo di Capo dello Stato provvisorio per un breve periodo nel 1946.

Le interviste di Ceccarelli sono credibili, incalzanti e illuminanti, tutt’altro che immaginerie. Gli attori rispondono infatti utilizzando parole davvero pronuniciate dai personaggi in questione – in discorsi pubblici, libri di memorie, colloqui con i giornalisti.

Lo spettatore non potrà non rimanere colpito dall’intensità, dalla sobrietà e dalla ricchezza umana e culturale di questi undici uomini, che al di là delle differenze misero l’interesse del Paese davanti a tutto e a tutti.

La serie si apre con due puntate dedicate a tre presidenti ciascuna (De Gasperi – De Nicola – Einaudi e Gronchi – Segni – Saragat) cui seguono cinque puntate monografiche dedicate a Leone, Pertini, Cossiga, Scalfaro, Ciampi.

“Buonasera Presidente” è una visione consigliata per chi ancora crede nella missione nobile e sana della politica, ma soprattutto per chi ne ha ormai una totale repulsione. Questi ultimi avranno modo di scoprire – o riscoprire – che ci sono state persone che hanno lottato per il bene dell’Italia. E che persone così possono esserci ancora oggi.

 

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