“Canvas – Una tela di ricordi”: un cortometraggio poetico e intenso

Nel corto d'animazione prodotto da Netflix si parla di perdita, sofferenza e ritorno alla vita

Un cortometraggio di Frank E. Abnet III. Animazione, 9′. USA 2020

Dopo una devastante perdita, un nonno cade in un abisso di tristezza che gli fa perdere anche la sua vena creativa. Anni dopo si ritrova di nuovo con il pennello in mano, davanti al cavalletto per riprendere a creare la sua arte, ma per farcela avrà bisogno d’aiuto.

 

Accettare la perdita del proprio compagno di vita è doloroso; riprendere la quotidianità da soli straziante e angosciante. A maggior ragione se, con questa persona, si sono condivisi tanti anni.

È quello che accade al protagonista del corto “Canvas – Una tela di ricordi”, disponibile su Netflix, un anziano afroamericano che scopriamo essere stato in passato anche un bravo pittore.

La morte dell’amata moglie l’ha svuotato di qualsiasi entusiasmo e reso arido anche sul piano creativo, tanto che non riesce più a dipingere e si rifiuta persino di prendere in mano un pennello.

Un’involuzione emotiva e artistica che immobilizza l’uomo, di cui non conosciamo neppure il nome, più della sua condizione fisica. E questo nonostante possa contare sulla presenza e l’affetto della figlia e della nipote. Quest’ultima, soprattutto, dotata di grande creatività, cerca in tutti i modi di entrare in contatto con il nonno, rompendo il muro che li divide.

“Canvas” è un racconto di dolore e sofferenza che allo stesso tempo però trasmette un senso di rinascita e liberazione, attraverso le teneri e toccanti scene tra nonno e nipote.

Un cortometraggio intenso, poetico, avvolgente. Nonostante l’assenza di dialoghi, i personaggi comunicano con lo spettatore attraverso i gesti, gli sguardi e soprattutto i silenzi che scandiscono il ritorno alla vita del vecchio pittore.

“Canvas” ci mostra con un stile semplice e diretto ma con grande sensibilità ed empatia come la vita di un uomo possa attraversare momenti di buio, come un quadro privo di colori, e tornare poi alla luce grazie all’amore e al calore della famiglia.

Il finale è commovente e pacificatore e dimostra come l’amore vero non muoia mai, e anche dalle peggiori sofferenza si possa riemergere, specie se si ha accanto qualcuno che ci vuole bene.

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