“Capitan Mutanda”: dalla fortunata serie di libri, un eroe per i più piccoli

Un film d'animazione frizzante e spassoso, che racconta il microcosmo di una scuola elementare

Un film di David Soren. Con Kevin Hart, Ed Helms, Nick Kroll, Jordan Peele, Thomas Middleditch, Kristen Schaal. Animazione, 89’. USA, 2017

La quarta elementare può rivelarsi molto meno noiosa e più avventurosa del previsto se tra i vostri compagni figurano due tizi che rispondono ai nomi di George e Harold. Nati dalla fantasia birichina di Dav Pilkey, i due scolaretti si divertono a fare qualche scherzetto tra le aule di scuola, ma soprattutto a passare i pomeriggi a scrivere e disegnare le storie a fumetti del loro personaggio preferito, Capitan Mutanda (Captain Underpants), nella casa sull’albero. Le cose, per loro e per tutti, si complicano un bel po’ quando, nel tentativo di fermare una sfuriata del direttore scolastico, Signor Grugno, i due bambini lo ipnotizzano per errore, trasformandolo nello stesso Capitan Mutanda. Proprio lui, l’irascibile, iroso Signor Grugno, che, in barba alla sua missione, detesta evidentemente ogni creatura di ancor tenera età, si ritrova inconsapevolmente nei panni di un eroe dei più piccoli, curiosamente abbigliato di un solo paio di mutandoni e di un mantello di poliestere rosso, tutte le volte che qualcuno fa schioccare le dita. E dopo aver ingerito il Super Succo, arrivano in sua dotazione persino i superpoteri.

 

La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà. Potrebbe bastare questa frase per raccontare in modo stringatissimo ma efficace lo spassoso “Capitan Mutanda” di David Soren, tratto dall’omonima serie di libri per ragazzi di fama internazionale di Dav Pilkey.

“Capitan Mutanda” è drammaturgicamente e stilisticamente lontano anni luce dagli eroi Marvel e DC, un film d’animazione adatto probabilmente più ai bambini che agli esigenti adolescenti. Eppure è una pellicola che nella sua semplicità è imperdibile e divertente.

Un affresco attento del mondo dei più piccoli, che permetterà al pubblico adulto e soprattutto ai genitori di comprendere meglio quali siano le esigenze e le aspirazioni dei loro figli.

“Capitan Mutanda” porta lo spettatore all’interno di una scuola elementare, evidenziandone i difetti e le contraddizioni. I bambini hanno il diritto di giocare, ridere e godersi la loro età, senza che le lezioni diventino noiose e poco stimolanti. Perché da piccoli tutto deve essere un gioco e un momento di crescita.

Una storia leggera, frizzante, mai banale a livello di scrittura e con una messa scena apprezzabile, fluida, lineare che rivela una regia ispirata, talentuosa e di personalità.

“Capitan Mutanda” vi farà ridere e pensare allo stesso tempo, dimostrando in modo semplice quanto sarebbe auspicabile che la creatività e l’autoironia fossero materie di studio per i bambini fin dalle elementari. Perché un uomo privo di queste due doti, per quanto sia intelligente e capace, non potrà mai definirsi una persona davvero completa.

 

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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