Cartoline da Venezia 79: se il Festival in tempo di crisi manda in crisi

Red carpet e glamour possono interessare a qualcuno, quando il mondo è sotto scacco?

La saggezza popolare ci mette in guardia: anche il più solido dei matrimoni – e, aggiungo io, la più proficua delle collaborazioni – giunto al settimo anno può attraversare un periodo di crisi. C’è chi la supera con successo, e chi le soccombe. È l’ordine naturale delle cose.

A te posso confessarlo, caro lettore: anche io mi sono sentito un po’ scosso, sul treno che mi portava a Venezia, dove mi appresto a vivere il mio settimo anno da inviato alla Mostra del cinema. A mettermi in crisi è un pensiero su tutti: come possiamo dedicarci a glamour e lustrini, mentre l’Italia e il mondo stanno attraversando un periodo tanto travagliato?

Ma forse sono io a farmi fin troppi problemi, pensando – o sperando – che davanti alla crisi energetica, al conflitto russo-ucraino che si protrae, all’instabilità politica nazionale le persone non riescano a interessarsi ad argomenti più leggeri e, perdonatemi il termine, frivoli. 

A ben guardare quest’estate gli italiani – o quanto meno parecchi di loro – sono riusciti a prendere a cuore la separazione tra Francesco Totti e Ilary Blasi, a sognare per il terzo (o era il quarto?) ritorno di fiamma tra Belen e Stefano di Martino, sono insorti contro DAZN, reo di aver loro rovinato il Ferragosto nel segno del pallone. C’è ben speranza che la Mostra interessi a qualcuno!

Rocìo Muñoz Morales, madrina dell’edizione 79 della Mostra del cinema.

Al di là della crisi ideologica preliminare, ne ho sperimentate parecchie altre. Prima, quella per la ricerca dell’alloggio – per la prima volta, quest’anno, dovrò cambiare casa in corso d’opera, passando cinque giorni a Venezia e poi sei al Lido.

Poi quella davanti agli sperticamenti – straordinario, strepitoso, meraviglioso – all’uscita del programma. Ma il vecchio adagio “pagare moneta, vedere cammello” non vale davvero più?

Anche quest’anno la redazione di Parole a Colori sarà presente al Lido con due effettivi. È un piacere condividere con Federica Rizzo l’esperienza, e cercare di evitarci a vicenda una crisi di nervi dovuta a Vivaticket. Se è vero che al peggio non c’è mai fine, il nuovo sistema di prenotazione è già riuscito nella non facile impresa di far rimpiangere il terribile Boxtol… Domenica sono servite 5 ore per prenotare il biglietto per 4 film. Cosa ci aspetterà nei prossimi giorni?

Foto di repertorio, Mostra 2020

E poi sono andato in crisi al momento di fare la valigia, diviso da un dilemma amletico. Dare di nuovo ampio spazio a mascherine e igienizzante – perché nonostante la pandemia sembri un discorso superato, i numeri attestano l’esatto contrario – oppure virare su antidolorifici a go go, visti i miei problemi alla schiena?

Venezia 2022 sembra nata sotto il segno dell’ansia e dello scoramento. Ma si sa, una volta seduti in sala ogni malessere – o quasi – scompare. La magia del cinema, la bellezza della location, il desiderio di scovare nuovi Spira Mirabilis e fare le pulci al direttore Barbera.

Questi sono i motivi per cui sono entusiasta di iniziare la mia settima avventura in Laguna. Spero, andando avanti, di trovarne altri.

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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