Cartoline dal Festival di Cannes 2019: Endgame

Tempo di saluti, dalla Croisette. Considerazioni finali e ringraziamenti, per il vostro inviato nerd

E se Dio – pardon, la Direttora – vuole, anche questo Festival di Cannes è finito! E come di consueto il vostro inviato è cortesemente sollecitato a scrivere la cartolina di chiusura, per poter mettere il punto al nostro speciale. Il tutto mentre si concede un calzone e una birra sulla Croisette, dopo una lunghissima serata di conferenze stampa.

Cannes 72 is over… oppure è solamente un “Endgame” festivaliero? Gia perché per adesso nessuno dei giornalisti sopravvissuti al tritacarne di questi nove giorni francesi sarebbe mai disposto ad ammetterlo, ma per tutti è già partito il countdown per Cannes 73.

Il sottoscritto già dal pomeriggio di sabato ha iniziato a “corteggiare” con modalità da stalker la brava quanto preziosa collega Valeria Lotti perché accetti, anche nel 2020, l’ingrato compito di sopportarmi e supportarmi in quel di Cannes.

Prima di parlare di cosa resta di questo Festival, qualche doverosa parola di ringraziamento. Grazie di cuore a Valeria per aver condiviso con me questo magnifico tour de force. Grazie a Federica Rizzo e a Captain Peroni (alias Sofia) per il loro lavoro da remoto. Grazie a Concetta Piro e a Radio Selfie per la proficua partnership. Grazie ovviamente alla Direttora Roberta Turillazzi per la coordinazione.

Che cosa rimane, quindi, di Cannes 72? Piccole ma fondamentali certezze.

  1. “Desole”, “Full”, “Invitation” e “Code” si confermano le parole piu usate e ascoltate dallinviato nerd durante il Festival.
  2. I migliori selfie sono quelli non fatti.
  3. Se privazione di sonno, cibo spazzatura e vesciche ai piedi sono il corredo che ogni anno porto con me in Italia da Cannes, prima di fare qualsiasi tipo di analisi o check up medico – e prima di avvicinarmi a una bilancia – una settimana almeno di disintossicazione (o un bel soggiorno alle terme) è d’obblgio.
  4. Il piacere di vedere in anteprima il film vincitore della Palma d’oro è ovviamente rinviato all’anno prossimo.
  5. Se un commosso Antonio Banderas, nel ritirare il premio come migliore attore, ha detto che gli ci sono voluti 40 anni di carriera, per essere su quel palco, forse il vostro inviato può attendere altri 12 mesi per avere finalmente il suo badge di colore blu.

La Palma d’oro rimane anche quest’anno in Oriente, spostandosi dal Giappone alla Corea del Sud. “Parasite” di Bong Joon-ho ha messo tutti d’accordo. Si tratta di una commedia tragicomica sulle evidenti differenze sociali ancora esistenti nel 2019.

Bel tema, indubbiamente. Peccato che il regista sudcoreano non sia al corrente della dura vita dei posserori di badge gialli al Festival di Cannes, altrimenti avrebbe potuto sceglierli come protagonisti della sua pellicola. Ma magari dopo questa cartolina lo farà in futuro.

Ora devo veramente salutarvi. Ho una valigia da fare e francamente preferirei piuttosto affrontare un’altra fila.

Adieu, Cannes 72.

 

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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