Cartoline dal Torino Film Festival: “Barrage” e “Revenge”

Un rapporto madre-figlia distruttivo e una storia pulp dove una ragazza passa da Lolita a cacciatrice

Anche se vi sembrerà difficile da credere, visti i precedenti, capita anche al vostro inviato di vedere qualche film festivaliero di propria iniziativa, film che non rientrano nella famigerata lista del caporedattore Turillazzi.

Vi starete forse chiedendo se questa libertà abbia un prezzo. Ovviamente sì. Recita la regola d’oro del perfetto inviato: bisogna scrivere qualcosa, fossero anche solo un paio di righe, di ogni pellicola che si vede. Anche di quelle che non convincono, anche di quelle che si vorrebbero dimenticare.

E quindi eccoci qui, dopo la prima giornata di TFF, a parlare di due pellicole che per motivi diversi avevano attirato la mia attenzione: “Barrage” di Laura Schroeder, in concorso, e “Revenge” di Coralie Fargeat, nella sezione After Hours.

 

“BARRAGE”: UN FILM LENTO E STATICO SUL RAPPORTO MADRE-FIGLIA

Un film di Laura Schroeder. Con Lolita Chammah, Themis Pauwels, Isabelle Huppert, Elsa Houben. Drammatico, 112′. Lussemburgo, 2017

Catherine, giovane donna confusa, ritorna a Lussemburgo per riunirsi a sua figlia Alba, affidata dieci anni prima a sua madre Élisabeth. Ostinata a recuperare la relazione filiale, Catherine deve fare i conti con una bambina e una nonna fortemente unite e affatto disposte a restituirle il suo posto nell’equazione familiare. Con un colpo di testa, la donna imbarca Alba in un’avventura lacustre, lontana dal suo mondo e dalla presenza ingombrante di Élizabeth. Costretta suo malgrado alla convivenza, Alba si ritrova faccia a faccia con una madre estranea che forza la loro relazione e perde sovente le staffe. In soccorso allo chalet di famiglia arriva presto la nonna, altrettanto risoluta a riprendersi la nipote e a farne una campionessa di tennis. La forzata réunion risveglia il rimosso e apre (forse) al futuro.

Presentato alla Berlinale e al London Film Festival, “Barrage” non era stato ancora visto e recensito su Parole a Colori – ma forse il fatto che alla terza apparizione in programma il caporedattore non lo avesse comunque segnalato mi avrebbe dovuto far riflettere.

Il film non è brutto, semmai noioso e lento. La storia, a mio avviso, si sarebbe prestata meglio a una rappresentazione teatrale che cinematografica, proprio per la sua esasperata staticità.

È un peccato perché Lolita Chammah e la giovane Themis Pauwels formano una coppia madre-figlia credibile e affiatata, con la seconda che dimostra interessanti potenzialità sia recitative che di personalità.

“Barrage” si lascia guardare, senza però regalare alcun sussulto emotivo o portare a un reale coinvolgimento. Lo spettatore si trova più sollevato per essere arrivato alla fine che per gli esiti della vicenda.

Il biglietto da acquistare per “Barrage” è: Neanche regalato (con riserva)

 

La scelta di resistere fino alla proiezione delle 22:00 per vedere l’atteso “Revenge”, presentato all’ultimo Toronto Film Festival e accolto positivamente da critica e pubblico, invece, è stata motivata dalla simpatia umana e artistica che nutro per l’attrice Matilda Luz.

LEGGI ANCHE: La recensione di “Revenge”

 

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Vittorio De Agrò
È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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