Cenerentola: 9 differenze tra la fiaba dei Grimm e il cartone Disney

Cinderella. 2015La storia di Cenerentola che conosciamo oggi deve molto al cartone animato Disney del 1950: topini amichevoli, una fata madrina che non si fa domande se la sua unica protetta vuole andare a uno strano ballo, un’eroina dal piedino minuto, tanto che il semplice fatto che riesca a stare in piedi è sorprendente.

Una delle fiabe più amate di tutti i tempi, che dimostra ancora una volta di non subire l’usura del tempo, dal momento che a marzo uscirà un nuovo adattamento per il grande schermo (con Cate Blanchett a vestire i panni della matrigna cattiva).

Quello che il regista dovrebbe tenere presente è che se vuole davvero riempire le sale offrendo qualcosa di particolare, forse dovrebbe prendere spunto dalla fonte originale della storia – ovvero i fratelli Grimm. Cenerentola ha principalmente due sorelle letterarie: la protagonista del racconto di Charles Perrault datato 1697 e quella dei Grimm (in tedesco Aschenputtel) presente nel compendio sulle fiabe del 1812. Ma quella di cui parliamo è una storia davvero popolare, che si ritrova con alcune modifiche in molte culture – ad esempio nel folklore cinese, dove al posto della fata madrina a proteggere Yeh-Shen c’è un pesce. Uno studioso è riuscito a rintracciare una cosa come 345 versioni di questo racconto, scritte e orali. Insomma, sembra proprio che le fanciulle virtuose che si recano ai balli sotto mentite spoglie piacciano.

La storia di Perrault è la più antica, e anche quella che si avvicina di più a ciò che conosciamo. Se la leggete troverete la zucca, la fata madrina, la scarpetta di cristallo. I Grimm, invece, hanno contaminato questa versione con alcuni elementi tratti dalla tradizione germanica, costruendo qualcosa di altrettanto misterioso ma decisamente più raccapricciante.

Riprendendo un pezzo di Bustle.com ecco i 9 elementi che distinguono questa fiaba ottocentesca da ciò che pensiamo di sapere

1. Cenerentola è tutt’altro che disperata
Aschenputtel (ricordate, è questo il nome della protagonista nella versione originale) non si piange addosso, ma si dà molto da fare. Se si pensa poi che il suo pragmatismo ha a che fare con alberi magici, volatili incantati, la capacità di scomparire, la nostra protagonista non sembra aver molto a che fare con una cameriera emotivamente trascurata. Somiglia più a una strega talentuosa.

2. Ed è anche decisamente brava a nascondersi
Il principe della storia dei Grimm insiste per accompagnare il suo amore appena conosciuto a casa per capire chi lei sia e questo non succede una, ma due volte (i balli, nella fiaba, infatti, sono ben tre).  Cenerentola si nasconde prima nel pollaio, poi sotto un pero finché lui non se ne va, e non viene mai trovata. Ottimo lavoro.

3. La fata madrina in realtà è un albero che cresce sulla tomba della madre
La madrina non è una fata e neppure una persona. Nella versione dei Grimm, il padre chiede a Cenerentola quale regalo possa portarle da uno dei suoi viaggi d’affari e lei chiede solo un ramoscello (le sorellastre preferiscono optare per oro e perle, decisamente non sono ambientaliste convinte). Poi la ragazza lo pianta sulla tomba della madre e lo annaffia con le proprie lacrime. L’albero cresce e la ricompensa dandole ciò che vuole: l’abito è solo l’ultimo dono.

4. La matrigna ha una strana ossessione per le lenticchie
La matrigna rovescia non una ma due tazze piene di lenticchie tra le cenere del camino e dice a Cenerentola che se riuscirà a raccoglierle tutte potrà andare al ballo.

5. Entrare nelle scarpe sta per Tagliare pezzi di piede per farlo
Non c’è traccia di “Il mio piede non entra nella scarpa” nella fiaba dei Grimm. Per farsi andare bene la scarpetta, una delle sorellastre si taglia parte delle dita, l’altra parye del tallone. I loro piani vengono svelati dal sangue (magari avrebbero potuto pensarci), ma non si può non apprezzare il tentativo. 

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6. Cenerentola ha volatili pericolosi come alleati
Gli uccelli in sintesi sono i soldati di Cenerentola: raccolgono per lei le lenticchie, mangiano quelle cattive e mettono quelle buone nella scodella. Quando le sorellastre si tagliano parti dei piedi per farsi andare bene le scarpette sono loro che denunciano la cosa, intonando un motivetto per il principe. E alla fine, quando il principe e Cenerentola sono convolati a nozze, trovano le sorellastre e cavano loro gli occhi.

7. Il padre di Cenerentola ha una forte vena distruttiva
Il padre di Aschenputtel non è morto, come nel cartone Disney, ma è vivo e vegeto e rappresenta più che altro una seccatura. Quando il principe si presenta alla sua porta, non una ma due volte, raccontando di una fanciulla che si nasconde nella sua proprietà lui, domandandosi se quella ragazza possa essere la figlia, prende un’ascia e si dà alla distruzione. Il pollaio? A pezzi. Il pero carico di frutta? Abbattuto. Non dimenticate che lui fa tutto questo sapendo che la ragazza potrebbe essere lì. Sarebbe stato meglio per lei farsi costruire una barca dai fidi volatili e lasciare per sempre quella casa di matti.

8. Il principe è un cacciatore con una trappola misteriosa per principesse
Quanto meno il principe di Aschenputtel merita un plauso per avere una sua personalità. Insegue la sua bella fino al pollaio, ma, dopo il terzo ballo, le tende anche una trappola: cosparge le scale del castello di catrame così lei, fuggendo, perde la scarpetta. Uomo intelligente. Anche se, al momento clou, servono i volatili magici per fargli notare l’inganno delle sorellastre… ma comunque.

9. Le sorellastre finiscono orribilmente accecate
Le sorellastre immaginate dai Grimm sono davvero terribili, e fanno una terribile fine. Ricordate che abbiamo detto che vengono accecate? Ecco come va: le due vogliono così tanto essere investite almeno di riflesso della gloria del matrimonio di Cenerentola che decidono di accompagnarla all’altare. È allora che i volatili intervengono.


Cosa ne pensate? Non si può negare che se l’adattamento che uscirà tra poche settimane sul grande schermo includesse alcuni di questi dettagli riuscirebbe sicuramente nell’intento di distinguersi dai film, dalle serie, dagli sceneggiati che l’hanno preceduto. Ma forse il pubblico non è pronto a rinunciare alla fata madrina per vedere al suo posto un albero inanimato…