In queste ore avrete visto video online e sui social, avrete visto foto. Se siete degli appassionati, avrete anche pensato con occhi sognanti: “Che fortuna esserci stati! E poter vedere tutti in una volta Quentin Tarantino, Leonardo Di Caprio e Margot Robbie”.

Ci sono cose che però difficilmente avrete potuto vedere e sapere, della première romana dell’attesissimo “C’era una volta a Hollywood”, già presentato in concorso al Festival di Cannes. E queste cose ve lo raccontiamo noi di Parole a Colori, da un punto di vista sicuramente “esclusivo”.

 

Venerdì 2 agosto, ore 5.00 – Tre ragazzi provenienti da Firenze, che hanno dormito in strada a Roma, e due arrivati qualche giorno prima da Milano arrivano in una Piazza Cavour ancora vuota, con il red carpet in allestimento. Come consuetudine vuole, chiedono dove possono mettersi per aspettare i tre divi americani, che arriveranno “soltanto” 15 ore dopo, per riuscire a vederli, strappare magari qualche autografo e avere la possibilità di entrare in sala per assistere alla proiezione (come, stando al post sulla pagina Facebook ufficiale del film, potranno fare alcuni fortunati fan).

Ore 10 – Da cinque, i ragazzi sono diventati 100. Lo spazio inizia già a scarseggiare – chi conosce la zona del Cinema Adriano sa che, tolto il marciapiede, lo spazio per montare una transenna che regga nella zona parcheggio non è molto. I baldi giovani non si perdono d’animo, iniziano a numerarsi in ordine d’arrivo per avere l’opportunità di vincere poi il famoso biglietto per la première.

 

Ore 16:30 – Il sole picchia, ma il giovane pubblico non si perde d’animo. Tra una chiacchierata, scambi di opinioni da cinefili e un panino mangiato al volo, il tempo passa piacevolmente. Ma è a questo punto che quello che dalla mattina alle 5 era stato il “loro” spazio gli viene tolto. Senza spiegazioni. Gli “ingegneri del red carpet” decidono infatti non solo di transennare ulteriormente uno spazio già transennato, ma di creare anche un cosiddetto spazio di servizioCome ai concerti, tieni presente? – che di fatto allontana tutti dal carpet vero e proprio.

 

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Da qui iniziano i problemi. Le persone in attesa iniziano a lamentarsi e a chiedere, giustamente, spiegazioni, anche per capire dove poter stare senza il timore di essere nuovamente allontanati. Le risposte sono vaghe. Le idee sono poche e molto confuse. A non mancare, invece, sono derisione e sbuffi annoiati da parte di chi l’evento lo ha organizzato, e fino a prova contraria ha chiesto l’intervento del pubblico.

 

Ore 18:30 – Altre persone vengono fatte spostare per consentire entrata e uscita delle macchine, una zona adibita ai fotografi che giustamente devono lavorare. A disposizione del pubblico “semplice” resta solo un tratto transennato, lontano dal red carpet. È qui che le persone si accalcano, provando a distribuirsi con una qualche logica, per poter solo, a questo punto, vedere arrivare Tarantino e il cast del film.

La domanda sorge spontanea: perché organizzare un evento “attira-pubblico” se poi il pubblico non hai pensato a dove metterlo? Perché non allestire, come viene fatto agli eventi europei e mondiali, una zona apposita e sicura con affaccio sul red carpet? E perché non dare risposte chiare a inizio giornata, quando ognuno avrebbe potuto decidere se restare comunque oppure rinunciare, viste le condizioni, ma arrivare a farlo a sera inoltrata?

 

Ore 20.30 circaQuentin Tarantino arriva alla première e, noncurante del caos e della sicurezza che gli consiglia di non farlo, decide di ringraziare i fan, stringendo mani, rivolgendo sguardi d’affetto, firmando autografi. Rischiando in prima persona, perché i fan sono assiepati dietro una transenna ballerina, che non regge e che gli uomini della sicurezza sono costretti a tenere in piedi a forza.

 

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Lo so: la gioia di poter finalmente vedere da vicino l’attore che ami o il regista che segui da anni fanno scomparire ogni segno di fatica, e dimenticare le ingiustizie subite. Però l’organizzazione dell’evento ha avuto evidenti falle, e vanno raccontate anche quelle, se vogliamo sperare in qualche modo di migliorarci, tutti, in futuro.

 

Ore 23.00 – I ragazzi che molto spesso chiamano “incivili” e “ineducati” si erano dati dei numeri per poter entrare alla première. Ma i fantomatici biglietti, alla fine, a chi sono andati? Se qualcuno di quelli che aveva il numero da 1 a 50 è entrato in sala batta un colpo. Ma ho come la sensazione che sarà un altro mistero che resterà irrisolto.
C’era una volta… la première di Roma.

 

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