“City of crime”: una serrata caccia all’uomo sull’isola di Manhattan

Chadwick Boseman e Sienna Miller in un poliziesco vecchio stile, che risulta abbastanza prevedibile

Un film di Brian Kirk. Con Chadwick Boseman, Sienna Miller, J.K. Simmons, Stephan James, Taylor Kitsch. Azione, 99′. USA 2019

Una notte a New York una coppia di criminali entra in un ristorante per rubare un carico di cocaina, ma ne trova molta più del previsto, inoltre arrivano sul posto molti agenti di polizia, che i due ladri sono costretti ad abbattere divenendo così il pericolo pubblico numero uno. I due sono Ray Jackson, reduce delle guerre in Medio Oriente, e Michael Trujillo, congedato invece con disonore, per ragioni però con cui è facile empatizzare. Viene incaricato di catturarli il detective Andre Davis, che ha la fama di avere il grilletto facile, ed è affiancato da un’agente della narcotici, Frankie Burns. Andre, che è figlio di un poliziotto ucciso in servizio, prende la vicenda molto a cuore e ottiene di isolare l’intera isola di Manhattan bloccando ponti e tunnel per alcune ore notturne. Inizia così una caccia all’uomo che è anche una corsa contro il tempo, dove Andre dimostra di voler arrivare alla verità anziché fare giustizia sommaria.

 

Chi, se non un Avenger, è in grado di garantire l’ordine e la sicurezza nella corrotta New York? Chi, se non l’affascinante re di uno stato immaginario e iper-tecnologico, può indossare i panni di un moderno giustiziere della notte?

I fratelli Russo non hanno avuto dubbi nel consegnare a Chadwick Boseman, star di “Black Panther”, il ruolo di protagonista in “City of crime”, poliziesco da loro prodotto, nella chiara speranza di attirare al cinema non solo i fan del genere, ultimamente abbastanza sottotono, ma anche quelli del franchise Marvel.

“City of crime” di Brian Kirk è un film dalla struttura classica, lineare, essenziale. A partire dal prologo, dove assistiamo al funerale del padre di Andre, poliziotto ucciso in servizio. Questo evento condizionerà inevitabilmente la vita del giovane.

La storia si sviluppa secondo le aspettative dello spettatore, tra sparatorie, inseguimenti, uccisioni e colpi di scena che si inseriscono in una cornice drammaturgica collaudata quanto puntuale.

Gli sceneggiatori hanno evitato, saggiamente, di inserire storyline secondarie poco funzionali eppure allo script mancano anche la verve e la freschezza giuste per renderlo davvero godibile. “City of crime”, paradossalmente, è un film “vecchio”, nonostante il dispendioso e imponente sforzo produttivo.

La regia di Brian Kirk è frenetica, rumorosa, vistosa ma allo stesso tempo piatta e prevedibile. La speranza era che la presenza di Chadwick Boseman, unita alla bellezza scarna quanto efficace della Miller, bastassero a dare un’anima al film – speranza avverata solo in parte.

Boseman e la Miler si rivelano una coppia vincente, ben assortita e funzionale all’idea di caccia all’uomo 2.0, ma nonostante l’impegno profuso dai due, la prevedibilità dello script, alcuni passaggi piuttosto forzati e il finale banale quanto retorico alla fine hanno il loro peso.

“City of crimee” rimane complessivamente un prodotto più che dignitoso da guardare, consapevoli, però, che il film poliziesco di livello rimane tutta un’altra cosa.

 

Il biglietto da acquistare per “City of crime” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.