“Codice unlocked”: una spy-story in terra inglese che dice poco di nuovo

Il cast di stelle finisce per essere sprecato in una pellicola caotica, senza uno sviluppo preciso

Un film di Michael Apted. Con Noomi Rapace, Orlando Bloom, Micheal Douglas, Toni Collete, John Malkovich. Azione, 98′. USA 2017

 

Il terrorismo al cinema mi ha annoiato, stancato, è diventato banale e persino macchiettistico.

Potreste accusarmi di essere diventato più estremista del solito, ma se, mano sulla coscienza, pensate alle decine e decine di sceneggiature che negli ultimi anni si sono susseguite sul tema non sentite di dovermi dare un po’ ragione?

Il nemico prima si chiamava Al Qaeda, adesso Isis. In ogni caso gli antagonisti delle pellicole sono cattivi, brutti e sporchi, naturalmente islamici, e minacciano la tranquillità di noi occidentali, buoni, onesti ed eroici.

Ultimamente le menti degli autori hanno virato sul piano drammaturgico, veicolando l’idea no global che alcuni atti terroristici siano decisi dagli stessi servizi segreti per fomentare la paura nell’opinione pubblica e far in modo che si accetti qualsiasi legge, anche a discapito della propria privacy.

Non si può negarlo: il cinema, almeno quello dei grandi studios, sembra aver perso per strada l’onere di raccontare la verità, preferendo modificarla per creare prodotti commerciali, spesso miseri e noiosi.

Fatta questa premessa, vi starete chiedendo se “Codice unlocked” di Michael Apted sia una pellicola da evitare come la peste oppure no.

La risposta è sì, se amate il cinema realistico, d’inchiesta, se da un film, per quanto resti prima di tutto un’opera di intrattenimento, vi aspettate che metta l’accento sulla nostra società e sullo stato del mondo.

Se invece, quando vi sedete in sala, non andate tanto per il sottile e non volete troppi intellettualismi, allora “Codice unlocked” può essere, con i suoi tanti difetti, un film da vedere.

Alice Racine (Rapace), agente della Cia, ritenendosi responsabile di una strage avvenuta qualche anno prima a Parigi ha deciso di non partecipare più ad operazioni sul campo e di lavorare in un ufficio a Londra.

Coinvolta, suo malgrado, in un’operazione antiterroristica, riesce a estorcere a un sospettato preziose informazioni riguardo un imminente attacco a un obiettivo americano nel Regno Unito, ma dopo aver comunicato quanto ha appreso a chi di dovere si rende conto di aver commesso un grosso errore di valutazione.

Alice inizierà allora una vera e propria corsa contro il tempo per impedire l’attacco biologico imminente…

La trama è basata su continui colpi di scena, tradimenti e inseguimenti, con l’agente Racine sola contro tutti.

John Malkovich in una scena del film. Codice unlocked. 2017

Il film vanta un cast di stelle: Orlando Bloom interpreta il veterano di guerra Jack Alcott, Michael Douglas il mentore di Alice Eric Lash, Toni Collette l’agente MI5 Emily Knowles e John Malkovich il direttore delle operazioni europee della CIA.

Il cast finisce però per essere sprecato, in un intreccio narrativo caotico e poco credibile, e senza che ci sia un fil rouge logico che unisca i diversi personaggi, che risultano sempre fuori contesto, mal costruiti e poco funzionali alla riuscita della storia.

Noomi Rapace mette tutta se stessa nel ruolo, caricandosi sulle spalle l’intero film, ma nonostante l’impegno e il talento il risultato è modesto.

“Codice unlocked” racconta tutto e il suo contrario, nel tentativo di far emergere come il terrorismo sia diventato oggi, per chi ci dovrebbe proteggere, uno strumento per avere più potere. La teoria può essere più o meno condivisibile, ma qui è la messa in scena a essere deludente.

Alla fine della proiezione lo spettatore, perplesso e in parte sgomento, si chiede se nel 2017 esistano ancora dei buoni a cui affidare la nostra vita e la nostra sicurezza senza timore.

 

Il biglietto da acquistare per “Codice unlocked” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Previous article“Insospettabili sospetti”: remake di un film del ’79 con cast di stelle
Next articleL’arte della pirotecnica in Italia: la storia dei fratelli Martinelli
È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here