“Cyrano”: pathos e romanticismo nel film di Joe Wright presentato a Roma

Peter Dinklage è magnifico nel ruolo dello spadaccino-poeta innamorato della bella Roxanne

Un film di Joe Wright. Con Haley Bennett, Ben Mendelsohn, Peter Dinklage, Kelvin Harrison Jr., Bashir Salahuddin. Musical, 124′. Gran Bretagna, Italia, Canada, USA 2021

Cyrano De Bergerac è un valoroso combattente, un uomo schietto e sincero con un grande afflato poetico e una notevole abilità con la spada. È segretamente innamorato di Roxanne, concupita anche dal ricco e potente Conte De Guiche. Ma Roxanne si innamora a prima vista del cadetto Christian De Neuvillette, e prega Cyrano di chiedere al giovane di scriverle. Ma Christian non sa cavarsela con le parole e Cyrano dovrà suggerirgli il contenuto delle missive da indirizzare all’amata. Il punto della questione diventa dunque se Roxanne si innamorerà della bellezza di Christian o dell’animo poetico di Cyrano, che la ama profondamente ma ritiene di non essere – letteralmente – alla sua altezza, essendo affetto da nanismo.

 

Joe Wright ci ha provato a portare al cinema e dire “qualcosa di nuovo” su uno dei triangoli amorosi più famosi di tutti i tempi e, a giudicare dagli applausi alla fine della proiezione stampa alla Festa del cinema di Roma, dove “Cyrano” è stato presentato in anteprima, sembra esserci riuscito.

Questo adattamento musicale dell’opera teatrale di Edmond Rostand del 1897 è estroverso e possiede il fascino arguto delle pellicole ibride composte in parte da una storia nota, in parte dalla visione alternativa che si decide di darne. Non è una novità assoluta (l’hanno preceduto due musical, uno nel 1973 e uno vent’anni dopo) ma ad oggi sembra il più convincente. 

Questo “film con delle canzoni”, come ironicamente lo stesso regista inglese lo ha definito così da sgombrare il campo da possibili errori di etichettatura, ha proprio nella musica il suo valore aggiunto. Una musica che non invade mai lo spazio destinato alle emozioni o alla narrazione, ma che procede in modo lineare accompagnando il racconto e finendo per avvolgerlo e arricchirlo.

Peter Dinklage e Haley Bennett sono entrambi magistrali. Dinklage fa suo il dramma di Cyrano, riuscendo a trasmettere al pubblico tutto il peso della derisione e dell’emarginazione con cui il suo personaggio è chiamato a convivere da sempre. Ai Golden Globe è stato superato da Garfield. Vedremo cosa succederà il 5 febbraio con le nomination per gli Oscar.

Haley Bennett, invece, attrice e cantante americana che in questi anni abbiamo visto in diverse pellicole interessanti, riesce a rendere Roxanne amabile fin dal primo istante. È facile riconoscersi in lei, in quel suo desiderio di amore assoluto che spesso finisce per perdersi nei meandri dell’amore dissoluto.

L’impressione finale è che il “Cyrano” di Wright sia un azzardo vincente. La storia è nota ma lo sguardo attraverso il quale viene raccontata, così carico di pathos e sentimentalismo, finisce per donarle nuova linfa e nuovo slancio.

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Nata a Napoli, a otto anni si trasferisce in provincia di Gorizia dove si diletta di teatro. Torna nella sua amata città agli inizi del nuovo millennio e qui si diploma in informatica e comincia a scrivere - pensieri, racconti, per poi arrivare al primo romanzo, "Anime". Nel frattempo ha cambiato di nuovo città e scenario, trasferendosi nelle Marche. Oggi conduce per RadioSelfie.it "Lo chiamavano cinema", un approfondimento settimanale sulla settima arte, e scrive articoli sullo stesso tema.

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