“Dexter: New Blood”: al via su Sky Atlantic e NOW il reboot della serie

Michael C. Hall riprende con naturalezza il ruolo del serial killer, trasferitosi in Oregon

Una serie di Marcos Siega. Con Michael C. Hall, Julia Jones, Jack Alcott, Johnny Sequoyah, Jennifer Carpenter. Drammatico, thriller. USA. 2021-in produzione

 

Chi ben comincia è a metà dell’opera, recita il detto. In realtà, quando si parla di serie tv, come si chiude il cerchio e ci si accomiata dal pubblico è importante tanto quanto – se non di più – di iniziare col piede giusto.

Servono equilibrio, misura e una buona dose di onestà intellettuale, per scrivere il giusto finale di una storia. E coraggio, anche, di non farsi schiacciare dall’ansia da prestazione e dal desiderio di assecondare a mani basse i desideri degli spettatori, e buonanotte alla coerenza.

Purtroppo tante serie, anche di successo – “Lost” e “Game of Thrones” per citare solo due casi –, hanno steccato clamorosamente nell’accomiatarsi. E nel cuore dei fan sono rimaste ferite difficili da rimarginare.

Della “maledizione del finale sbagliato” è stata vittima, nel 2013, anche la serie “Dexter”. Già nelle ultime stagioni la storia del serial killer di Miami aveva mostrato diversi scricchiolii, ma certo nessuno immaginava di vederlo uccidere la sorella Deb e dopo punirsi, autoesiliandosi dai suoi affetti. L’ultima immagine del personaggio, versione boscaiolo barbuto, era rimasta negli occhi di molti. E non certo in senso positivo.

Così quando Showtime ha annunciato di voler riprendere le fila della storia con un reboot un brivido è corso lungo la schiena degli appassionati. Da un lato il desiderio di non lasciare quel finale brutto come ultima parola era allettante, ma dall’altro il timore che gli sceneggiatori potessero fare pure di peggio era grande.

Ebbene, dopo aver visto il primo episodio di “Dexter: New Blood”, che in Italia viene trasmessa su Sky Atlantic e NOW ogni mercoledì, possiamo tirare un bel sospiro di sollievo. Il progetto, almeno per adesso, non è una delusione.

“Ondata di freddo” va visto come un lungo quanto accurato prologo alla serie evento, una sorta di riparazione per il passato. Sono passati dieci anni, e Dexter si è rifatto una vita in Oregon, sotto le mentite spoglie di Jim Lindsay, schivo commesso in un negozio. L’uomo è fidanzato con Angela (Jones), sceriffo della cittadina di Iron Lake, e ha messo a tacere il suo “passeggero oscuro”, trovando un suo equilibrio.

Il cambio di ambientazione – dal caldo umido di Miami, con le sue spiagge e quartieri in al freddo di questa piccola località sperduta – colpisce subito lo spettatore.

Michael C. Hall torna con naturalezza a calarsi nel ruolo, senza mostrare i segni del tempo. Nelle otto precedenti stagioni il cuore del personaggio era stato il suo travaglio interiore, l’essere in costante bilico tra luce e ombra, tra bene e male, con solo il codice di Harry a fargli da guida.

In “Dexter: New Blood”, invece, Hall si dimostra capace di cambiare registro. Adesso la battaglia di Dexter è contro se stesso, per cercare di sopprimere i propri istinti. Jim Lindsay vive perché Dexter Morgan è chiuso dentro una bolla, scandita da una ferrea – e noiosa – routine giornaliera.

Ma fin dalle prime scene lo spettatore capisce che questo stato di quiete è estremamente precario, che il “richiamo della foresta” è davvero difficile da sopprimere. Il Passeggero Oscuro è famelico, desideroso di (ri)prendere possesso della vita del nostro antieroe. E purtroppo dal Male non c’è riparo, nemmeno in una piccola comunità dell’Oregon estremo…

Per chi ha amato la serie originale, questo reboot è un felice ritorno al passato. La struttura narrativa è lineare, semplice, scandita da un’ironia feroce, a tratti sprezzante, ma comunque armonizzata da uno script solido e dalla carismatica presenza di Hall.

Il primo, indiscutibile merito di “Dexter: New Blood” è quello di aver riacceso interesse e curiosità del pubblico, senza però cadere nel facile effetto Amarcord o, peggio, trasmettendo un senso di minestra riscaldata. Vedremo come si svilupperà la storia nel corso degli altri nove episodi.

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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