“Dilili a Parigi”: un film d’animazione ironico, intelligente e bellissimo

Michel Ocelot racconta qualcosa del nostro mondo attraverso una storia ambientata nella Belle Époque

Un film di Michel Ocelot. Con Prunelle Charles-Ambron, Enzo Ratsito. Animazione, 95′. Francia 2018

Dilili è una piccola kanak meticcia, che arriva a Parigi, a fine Ottocento, imbarcandosi di straforo sulla nave che riporta in Francia, dalla Nuova Caledonia, l’insegnante anarchica Louise Michel, di cui diviene discepola. Nella capitale stringe amicizia con Orel, un facchino affascinante e gentile, che conosce tutto il mondo culturale e artistico della Belle Époque. Insieme a lui, scarrozzerà per tutta Parigi alla ricerca dei cosiddetti Maschi Maestri, una banda di malfattori che terrorizza la città, svaligiando le gioiellerie e rapendo le bambine.

 

Diretto e scritto da Michel Ocelot e prodotto da Christophe Rossignol e Phillippe Boeffard, “Dilii a Parigi” è un film d’animazione che porta gli spettatori in un viaggio ricco e sorprendente che offre uno sguardo sulla storia culturale francese durante il periodo della Belle Époque.

Mettendo insieme un adolescente delle classi popolari e una ragazzina di colore, Ocelot trascende le tensioni culturali per riunirle nella loro diversità e nella loro continuità. Da Colette a Marie Curie, da Gustave Eiffel a Sarah Bernhardt, da Zola a Camille Claudel, Dilili viene abbracciata da alcune delle più grandi menti della cultura francese.

Ma “Dilili a Parigi” è anche e soprattutto un film femminista, un’opera che mette in evidenza le terribili contraddizioni del nostro tempo. Emma Calvé, Sarah Bernhardt e Louise Michel incarnano, ognuna a modo suo, un’ideale della causa femminista.

Dal punto di vista visivo, Ocelot ricrea la Parigi della Belle Époque, costruendola su sfondi fotografici e senza rilievo della città, e aggiungendo poi le sagome 3D animate dei suoi personaggi. Il rapporto tra questi due tipi di animazione – uno austero e l’altro più infantile – racconta come il regista intende il cinema: un telescopio sempre contraddittorio tra mondo reale e mondo dei sogni, narrazione e naturalismo.

“Dilili a Parigi” colpisce per il suo forte intento educativo e per la volontà di raccontare qualcosa del nostro mondo attraverso un’epoca lontana. Peccato che, nel voler rendere omaggio a tanti nomi illustri del passato, il film sia quasi costretto a ritrarli come esseri perfetti, angelici, immacolati.

 

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