“Directions – Tutto in una notte a Sofia”: società senza valori né morale

Stephan Komandarev dirige un film ambientato principalmente dentro i taxi, in una Sofia cupa e tetra

di Riccardo Carosella

Un film di Stephan Komandarev. Con Ivan Barnev, Georgi Kadurin, Borisleva Stratieva, Anna Komandareva, Vassil Vassilev. Drammatico, 103’. Bulgaria, Germania, 2017

Misho, proprietario di una piccola impresa, guida il taxi la sera per arrotondare lo stipendio. Affannato tra la gestione della figlia adolescente e una cliente imprevista e insistente, scopre che la tangente che avrebbe dovuto pagare per ottenere un prestito è raddoppiata. Il consiglio etico che ha esaminato la sua denuncia per ricatto vuole la sua parte. Disperato e furioso davanti alle minacce del banchiere che cura la sua pratica, lo uccide e si suicida. Il dramma suscita un vivace dibattito nazionale sulla disperazione che regna nella società civile. Lungo le strade di Sofia, intanto, cinque tassisti e i loro passeggeri cercano una destinazione e un motivo per andare avanti.

 

Il regista bulgaro Stephan Komandarev realizza un’opera di forte impatto emotivo e di grande attualità, ricordandoci che il mondo in cui viviamo è tutt’altro che meraviglioso e affascinante come molti vogliono farci credere.

Directions – Tutto in una notte a Sofia”, un film estremamente drammatico nella sua visione pessimistica ma in un certo senso realistica della società, si svolge quasi interamente all’interno di taxi, guidati da persone con problemi e drammi esistenziali.

Ognuno di loro sembra aver perso la speranza in un futuro migliore e in una vita (mediamente) felice, traditi dal governo, dal prossimo e dal destino, inghiottiti da un vortice di malinconia, disperazione, pessimismo e rabbia.

Sono cinque i tassisti che incontriamo durante il film e cinque i passeggeri che salendo a bordo ci rendono partecipi delle loro disavventure e dei loro demoni, che si nutrono di quella linfa vitale e di quell’ottimismo che dovrebbe consentire loro di puntare alla realizzazione personale. Ma non in questa Sofia fredda, cupa e tetra.

Qui non esistono spiragli di luce né possibilità di successo, tutti sono destinati a fallire e a portarsi dietro certi fardelli, convivendoci alla meglio e cercando di sopravvivere. I protagonisti del film lo sanno ed è solo confidandosi con altre persone che cercano di alleviare le proprie sofferenze per poter credere, anche solo per un istante, di essere ancora vivi e di avere ancora qualche ragione di esserlo.

Il titolo del film è tutt’altro che casuale: “Directions” sta infatti a intendere (metaforicamente) le strade che i personaggi tentano di percorrere, cercando di uscire da un tunnel o a volte di infilarcisi.

Poco conta. Perché se il paradiso è qualcosa di idealizzabile, l’inferno è assolutamente realistico e palpabile. E allora l’unica cosa da fare è agire consapevolmente, liberi da ogni schema, pensando di non aver nulla da perdere perché tanto.. si è già perso tutto.