Un film di Scott Derrickson, Sam Raimi. Con Benedict Cumberbatch, Elizabeth Olsen, Chiwetel Ejiofor, Benedict Wong, Xochitl Gomez. Azione, 126′. USA 2022

Stephen Strange fa terribili incubi, in cui un suo alter ego fugge con una ragazzina in uno scenario surreale. Cerca di raggiungere un arcano libro bianco, ma un demone vuole invece prendere il controllo della ragazza e rubarle i poteri transdimensionali – uccidendola nel mentre. Quando si risveglia, Strange si reca al matrimonio della sua amata Christine con un altro uomo. Il mago cerca con scarso successo di nascondere il proprio dolore e, quasi per fortuna, arriva a toglierlo d’impiccio un enorme mostro che insegue la stessa ragazzina del suo sogno. Strange e Wong fanno così la conoscenza della giovane America Chavez, che dovranno proteggere da una minaccia nascosta nel multiverso. In cerca di aiuto e di risposte, il mago si reca da Wanda Maximoff, la potentissima Scarlet Witch.

 

L‘attesa per vedere al cinema “Doctor Strange nel Multiverso della follia” è stata oggettivamente lunga – ricordiamo che il primo capitolo della serie è uscito nel 2016 –, resa quasi insostenibile dopo i fatti di “Spider-man: No Way Home”.

Adesso il film diretto da Sam Raimi e Scott Derrickson arriva in streaming su Disney+, disponibile per tutti gli abbonati. Vi anticipo che la recensione conterrà diverse anticipazioni, quindi se non avete visto il film e non volete rovinarvi la visione, non proseguite oltre nella lettura. Utente avvisato…

 

DOCTOR STRANGE: DOVE ERAVAMO RIMASTI E DOVE STIAMO ANDANDO

Avevamo lasciato Stephen Strange (Cumberbatch), in versione baby sitter, alle prese con un potente incantesimo, lanciato per far dimenticare a tutti l’identità di Peter Parker. Lo stregone di Brooklyn si trova adesso nuovamente alle prese con una giovane, America Chavez (Gomez), arrivata da un altro Universo per sfuggire ai demoni che vogliono rapirla per via del suo potere.

Essendo stata tradita da un’altra versione di Stephen, America fatica a fidarsi del nostro. Ma è proprio lei a rivelare a Wong (Wong) e a Strange l’esistenza del Multiverso. Lo stregone, per saperne di più, si rivolge a un’altra vecchia conoscenza, Wanda Maximoff (Olsen), che avevamo visto l’ultima volta sul finale di “WandaVision”, alla ricerca di un modo per ricongiungersi con i suoi figli.

Diventa presto chiaro che i demoni che inseguono America sono stati evocati proprio da Wanda (ormai di fatto Scarlet Witch), che vuole catturare la ragazza e rubarne i poteri per i suoi scopi. Nel tentativo di sottrarsi alla strega, Strange viaggia con America in un altro universo, dove lui è morto da eroe contro Thanos e lo stregone supremo è il suo acerrimo nemico, Mordo…

 

UN FILM DARK E TENEBROSO, CON DUE PROTAGONISTI ASSOLUTI

Lo stile del film diretto da Sam Raimi e Scott Derrickson non risulta subito chiaro. La narrazione comincia in media res, e ci fa pensare di avere davanti il classico prodotto Marvel, giocato soprattutto sugli effetti speciali e la confezione impeccabile.

In realtà, mano a mano che la storia progredisce, “Doctor Strange nel Multiverso della follia” si dimostra dark e tenebroso, senza esclusione di jumpscare (tecnica usata negli horror per spaventare lo spettatore attraverso eventi improvvisi o inaspettati).

Tuttavia, sono i personaggi di Doctor Strange e Wanda Maximoff i pilastri del progetto. Il loro percorso nell’MCU è stato lungo e travagliato; nessuno dei due è interamente buono o cattivo. I loro poteri sono al massimo della potenza, ma il loro viaggio spirituale è solo all’inizio.

La fase quattro di casa Marvel si è concentrata moltissimo sul Multiverso e sui passaggi di testimoni. In molti credevano che Wanda potesse essere discepola di Strange, invece questo film la consacra ufficialmente come antieroina, al confine tra bene e male. I suoi ideali possono essere condivisi o meno, resta il fatto che il suo personaggio è estremamente umano e materno.

Questo film rappresenta una ramificazione, e contiene note emotive non indifferenti. Ecco perché si eleva rispetto ad altri prodotti Marvel, in termini di stile ma anche per una sceneggiatura particolarmente attenta ai personaggi – era un po’ di tempo che gli studios non si prendevano il loro tempo per approfondire! -, risultando uno dei migliori dell’MCU fino a oggi.

 

E ADESSO?

Nella scena post-credit compare Clea, interpretata da Charlize Theron, un personaggio chiave nei fumetti. Si tratta della nipote di Dormammu, nonché interesse amoroso di Strange, dotata di abilità incredibili. La donna si presenta a Strange accusandolo di aver creato irreparabili danni al Multiverso, e costringendolo a seguirla attraverso un portale.

Insomma, le possibilità per l’MCU, tra varianti e Multiversi, sono infinite. I prossimi appuntamenti al cinema sono con “Thor: Love and Thunder” (che arriverà in Italia il 6 luglio) e “Black Panther: Wakanda Forever” (uscita prevista a novembre). Vedremo come saranno connessi tra loro e con quello che abbiamo visto, e come porteranno avanti la narrazione complessiva della Fase Quattro.

Quello che va tenuto presente, comunque, è che “Doctor Strange nel Multiverso della follia” è il film temporalmente più avanti del franchise fino a oggi. I prossimi progetti potrebbero quindi anche essere totalmente sconnessi da questo…