“Don’t look up”: la commedia satirica definitiva sulla società americana

Un cast di stelle per un film che prende di mira i difetti del genere umano con grande ironia

Un film di Adam McKay. Con Timothée Chalamet, Leonardo DiCaprio, Melanie Lynskey, Jennifer Lawrence, Cate Blanchett. Commedia, 145′. USA 2021

La dottoranda in astrofisica Kate Dibiasky e il suo docente all’Università del Michigan Dr. Randall Mindy scoprono che entro sei mesi una gigantesca cometa colpirà la Terra e provocherà l’estinzione del genere umano. Allarmati riferiscono tutto alla Presidente degli Stati Uniti Janie Orlean, ma dopo essere stati snobbati e umiliati dall’amministrazione si rivolgono alla stampa e alla televisione. È l’inizio di un assurdo circo mediatico che coinvolgerà gli stessi scienziati e finirà per generare uno scontro ideologico tra allarmisti e negazionisti, ribelli e militanti filo-governativi, in un mare indistinto di dirette tv, post, tweet, reazioni social, prese in giro, opinioni a casaccio, sondaggi di gradimento, calcoli scientifici non verificati, ignoranza al potere e stupidità collettiva che finisce per rendere quasi secondario l’arrivo della gigantesca cometa…

 

La nuova creatura di Adam McKay (Eurovision Song Contest: la storia dei Fire Saga), “Don’t look up”, uscito al cinema l’8 dicembre e il 24 in streaming su Netflix, appartiene a un genere non meglio identificato.

Partendo da un’emergenza planetaria (che di questi tempi non può non risultare familiare) e dall’esigenza di comunicarne l’impatto disastroso, il regista ci mostra infatti, senza mezzi termini, i meccanismi, mediatici, politici e soprattutto psicologici, che entrano in gioco quando l’umanità si trova ad affrontare una crisi planetaria.

Disaster movie satirico che ha l’obiettivo dichiarato di illuminare senza sconti i difetti del genere umano – che si tratti dell’incapacità di ascoltare, della smania di far prevalere i propri interessi a ogni costo o di cercare sempre un tornaconto –, “Don’t look up” riesce a far ridere… dalla rabbia.

Gli sceneggiatori non hanno alcun timore reverenziale nel prendere di mira e scimmiottare i “tipi” che ci circondano: dal presentatore televisivo malato di perbenismo al ricco e inquietante nerd fino al Presidente degli Stati Uniti. Per farlo si servono di un cast di prima grandezza – dove figurano, tra gli altri, Leonardo DiCaprio, Jennifer Lawrence, Meryl Streep, Jonah Hill, Cate Blanchett, Mark Rylance, Timothée Chalamet.

Non sto dicendo che si tratti di un film perfetto – l’inizio è troppo lento; la presenza di volti noti e personaggi caricaturali… semplicemente troppo –, eppure “Don’t look up” merita sicuramente di essere visto.

Perché al di là delle risate e dell’ironia, di questa critica feroce verso il genere umano, talmente menefreghista da riuscire ad anteporre i propri interessi persino alla prossima fine del mondo, porta con sé un messaggio commovente e carico di significato. Pur con tutti i suoi difetti, l’uomo ha il pregio di sapersi abituare a tutto, anche al fatto che la morte incombe e che dobbiamo venire a patti con la cosa… 

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Nata a Napoli, a otto anni si trasferisce in provincia di Gorizia dove si diletta di teatro. Torna nella sua amata città agli inizi del nuovo millennio e qui si diploma in informatica e comincia a scrivere - pensieri, racconti, per poi arrivare al primo romanzo, "Anime". Nel frattempo ha cambiato di nuovo città e scenario, trasferendosi nelle Marche. Oggi conduce per RadioSelfie.it "Lo chiamavano cinema", un approfondimento settimanale sulla settima arte, e scrive articoli sullo stesso tema.

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