“Dracula”: una miniserie Netflix che crea confusione intorno al mito

Tre episodi e tre registi diversi per una storia che pone tanti interrogativi ma ne risolve davvero pochi

Una miniserie ideata da Steven Moffat e Mark Gatiss. Con Claes Bang, Lyndsey Marshal, Chanel Cresswell, Matthew Beard, Lydia West, Paul Brennen. Horror. Regno Unito, 2020

 

Difficilmente, nel 1897, il buon Bram Stoker avrebbe mai immaginato che il suo “Dracula” non soltanto avrebbe conquistato un imperituro successo letterario ma sarebbe anche diventato oggetto di decine di trasposizioni, adattamenti e riscritture in campo cinematografico e televisivo.

Qualcuno potrebbe arrivare a compatire il “povero” conte, vampirizzato dai famelici produttori che non hanno guardato in faccia a nessuno per ragioni di business ed esigenze narrative.

Ma il fascino di Dracula pedura. E allora anche Netflix ha voluto produrre la sua versione, affidando a ben tre registi Jonny Campbell, Damon Thomas e Paul McGuigan – lo sviluppo di questa miniserie in tre puntate.

Annunciata come una versione originale, cruenta ma comunque fedele all’originale letterario, la serie si rivela ben presto una cocente delusione per lo spettatore. Il primo episodio parte alla grande, merito di una ricostruzione degli ambienti sontuosa ed elegante, di una ricerca raffinata nella scelta dei costumi e della bellezza inquietante, e naturale, della Transilvania.

Nonostante la cornice narrativa classica e tutto sommato prevedibile, il ritmo dell’episodio è interessante, la sensazione di paura e il pathos crescenti. Si profilano già le prime differenze rispetto al romanzo: la nota di possesso che colora il rapporto tra Dracula e le sue vittime, e la presenza di un cacciatore di vampiri donna.

I problemi iniziano massicci a partire dal secondo episodio, una versione splatter di “Dieci piccoli indiani” che sembra avere poco a che fare con quanto visto in precedenza. E proseguono poi nel terzo e ultimo, dove gli sceneggiatori stravolgono la storia, trascinando lo spettatore, quanto mai spaesato, negli Stati Uniti di oggi.

Il caos regna sovrano, i temi vengono mescolati senza coerenza e gli interrogativi – che vi avvertiamo resteranno in gran parte senza risposta! – si moltiplicano. Il più grande, dopo l’incomprensibile finale, è perché Netflix abbia messo in piedi questa dispendiosa produzione che ha l’unico risultato di svilire e ridicolizzare il mito di Dracula.

 

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