“Felicità”: storia agro-dolce di una famiglia anticonvenzionale

Pio Marmaï, Camille Rutherford e Rita Merle convincenti e affiatati nel film di Bruno Merle

Un film di Bruno Merle. Con Pio Marmaï, Camille Rutherford, Rita Merle, Orelsan.
Commedia, 82′. Francia 2020

Tommy, 11 anni, è di nuovo in viaggio con i suoi genitori eccentrici. Questa volta, il padre appena uscito di prigione le ha promesso che non si perderà il primo giorno di scuola del trimestre, che è proprio l’indomani. Questo prima che suo padre rubasse una macchina sportiva, che sua madre scomparisse e che apparisse un astronauta.

 

Pio Marmaï, Camille Rutherford e Rita Merle (figlia del regista) sono i protagonisti di “Felicità”, opera seconda di Bruno Merle dopo “Héros”, presentato in anteprima nella sezione Alice nella città della Festa del cinema di Roma.

Se leggendo il titolo la celebre canzone omonima di Al Bano e Romina avesse iniziato a ronzarvi in testa non sareste fuori strada: dal trailer al leitmotiv del film, infatti, il pezzo ritorna spesso.

Quasi partendo da questa, la sceneggiatura si articola in avventure impensabili, comiche e grottesche, ben interpretate dal trio protagonista. E si arriva alla domanda centrale del film: si può essere felici come famiglia se si è emarginati o si vive di espedienti? E se il padre è già stato in prigione e può tornarci in qualsiasi momento?

La risposta del regista-sceneggiatore Bruno Merle è chiaramente sì. Per quanto si tratti di una felicità piena di ombre, di asperità, di alti e bassi, l’amore la rende possibile.

Pio Marmaï, una sorta di mix di Clark Gable e Jean-Paul Belmondo, Camille Rutherford, matura e giocosa, e Rita Merle, imbronciata e sorridente, seria e sognante, sono pienamente convincenti.

“Felicità” mescola commedia e dramma, aggiungendo una buona dose di umorismo anticonformista che piace allo spettatore. Un film che fa ridere e riflettere.

 

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