“Figli”: la quotidiana lotta per la sopravvivenza di una coppia con prole

Una commedia divertente e intelligente, che fa ridere ma anche riflettere sulle storture del presente

Un film di Giuseppe Bonito. Con Paola Cortellesi, Valerio Mastandrea, Stefano Fresi, Valerio Aprea, Paolo Calabresi. Commedia, 97′. Italia 2020

Nicola e Sara hanno scoperto a loro spese uno dei segreti meglio custoditi della contemporaneità: fare il secondo figlio, nell’Italia della natalità zero e della precarietà come regola di vita, rischia di innescare una bomba a orologeria, e aprire il varco a una serie di incognite spesso difficili da gestire. La relazione fra Nicola e Sara, teoricamente imperniata su una divisione dei compiti 50/50, fa sentire ognuno di loro non riconosciuto nei suoi sforzi e gravato dal 200% delle incombenze familiari. Che fare allora quando tutto quello che vorresti è saltare fuori dalla finestra di casa tua e abbandonare il campo?

 

Da uno degli autori delle serie tv “Boris” e “La linea verticale”, Mattia Torre, scomparso prematuramente lo scorso luglio, “Figli” è una commedia sarcastica e irriverente che racconta cosa significhi davvero essere genitori oggi.

Traendo spunto dal monologo “I figli invecchiano”, il film pone sotto la lente d’ingrandimento ironica tipica della commedia le difficoltà che Sara e Nicola (Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea) si trovano davanti all’arrivo del secondo figlio. Riuscirà la coppia a reggere all’onda d’urto delle novità, in un periodo storico come il nostro, e in un’Italia sempre meno a misura di genitori?

Mastandrea è perfetto nel ruolo di Nicola e la complicità con la Cortellesi è evidente: la coppia funziona, e a far loro da spalla, vincente, c’è un cast di comprimari mai ingombranti, da Stefano Fresi a Valerio Aprea.

Se “Figli” è una commedia riuscita, oltre agli interpreti, grande merito va dato ad alcune intuizioni nella sceneggiatura: la sostituzione del pianto del piccolo Pietro con la sonata per pianoforte n. 8 di Beethoven; la soluzione adottata per risolvere qualsiasi conflitto o problema, ovvero lanciarsi dalla finestra.

Sarcastico e tagliente ma anche ironico, diviso in capitoli che mescolano comicità e analisi precisa del periodo in cui viviamo, “Figli” è una commedia intelligente e divertente, che fa ridere di gusto proprio perché fotografa la realtà. Quella di un’Italia pavida, ancorata al passato e agli anziani, ultimo baluardo di un mondo estinto.

 

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