Film di Natale: cosa NON vedere su Netflix per le feste

Quattro pellicole "a tema" assolutamente da evitare, banali, scontate e prive di mordente

Siamo al 1 giorno dell’anno, posso lasciarmi andare a qualche confessione scomoda. Non ho mai capito, ad esempio, perché a Natale si debba essere per forza più buoni, sdolcinati e comprensivi.

Le feste da trascorrere in famiglia, neanche fosse un dogma, mi hanno spesso provocato fastidiosi attacchi di orticaria. E quando Conte ha annunciato la “stretta” natalizia con annessi divieti invece di stracciarmi le vesti mi è spuntato un ghigno degno del Grinch. Che meraviglia essere giustificato, per una volta, a chiudermi in casa passando le feste con la tv o se preferite le piattaforme di streaming!

Peccato che anche le suddette piattaforme – e nello specifico Netflix – si sentano in dovere di onorare lo spirito delle feste, aggiungendo al catalogo una serie di film “a tema” che quasi fanno rimpiangere i famigerati pranzi coi parenti…

Ma andiamo con ordine, e vediamo insieme quali film NON VEDERE assolutamente su Netflix in questi giorni di festa.

 

1. THE SECRET – LA FORZA DI SOGNARE

Tratto da una storia vera, questo comedy drama ha come protagonista un’invecchiata Katie Holmes, che interpreta una vedova con tre figli adolescenti da crescere. Farà di tutto, nonostante i debiti, per salvare la casa di famiglia…

La classica storia americana strappalacrime, dove “magicamente” – o se preferite grazie a un incredibile botta di c**o – le cose volgono al meglio, grazie alla comparsa di Josh (Bray Johnson), uomo dei sogni, tuttofare nonché ingegnere, sopravvissuto all’incidente aereo in cui ha perso la vita il marito della protagonista.

“The secret” è un film povere di idee, modesto sul piano registico, monocorde su quello interpretativo. Le smorfie della Holmes lasciano lo spettatore annoiato oltre che nostalgico, pensando alla sua Joey Potter dei tempi andati.

 

2. NATALE IN CALIFORNIA

Joseph (Josh Swickard) è un playboy bello e ricco, che seduce le donne per motivi aziendali. Amy (Julie Lancaster) è una lavoratrice indefessa, una figlia premurosa e una sorella presente. Peccato che sia anche parecchio sfigata – in campo sentimentale, e non solo.

Lo spettatore, non sapendo se buttare sale in ogni stanza della casa, toccare ferro o tenere tra le mani un bel corno rosso, si trova davanti un romance davvero fiacco, prevedibile quanto scadente a livello di sceneggiatura.

Il cast è complessivamente modesto e piatto, a eccezione di qualche fiammata comica da parte dei personaggi minori. La storia manca di brio ed emozioni, e abbonda invece di luoghi comuni. In una parola: un film da dimenticare.

 

3. MEZZANOTTE AL MAGNOLIA

Maggie e Jack, amici di lunga data e conduttori di una radio locale, si fingono fidanzati davanti a famiglie e pubblico, affinché il loro programma diventi famoso.

La sinossi già faceva presagire qualcosa di visto e rivisto, ma ho voluto comunque dare una chance al film, sperando in qualche sorpresa… speranza mal riposta! Bastano pochi minuti per capire di avere davanti la fiera delle banalità e del buonismo.

“Mezzanotte al Magnolia” è una brutta versione di “Harry ti presento Sally”, e i due attori protagonisti – Natalie Hall ed Evan Williams – per quanto belli risultano veramente deludenti e noiosi.

 

4. TUTTO NORMALE IL PROSSIMO NATALE

Photo credits: Desiree Do Valle / Netflix

“Dulcis in fundo” una commedia natalizia made in Brazil, che attinge a piene mani da due celebri film, “Ricomincio daccapo” con protagonista l’indimenticabile Billy Murray e “Click” con Adam Sandler.

Leandro Hassum è Jorge, che essendo nato il 24 dicembre si sente giustificato a detestare il Natale. Una maledizione scagliato dal vecchio zio o forse un incubo lo costringerà a vivere solamente quel giorno, non ricordandosi nulla di tutti gli altri.

Il film alla lunga risulta scontato e ripetitivo, ma ha nella performance di Hassum il suo punto di forza, che lo salva dal naufragio totale.

 

Uomo avvisato mezzo salvato, recita il proverbio. Ma come di consueto, a voi spetta l’ultima parola. Io intanto me ne torno al mio felice isolamento natalizio. Buon anno!

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