I 10 finali più belli di sempre che vi faranno desiderare di leggere il libro

Dai classici della letteratura italiana come "La coscienza di Zeno" ai romanzi contemporanei

Il finale di un libro ha un’importanza non da poco, non lo scopriamo certo oggi. E così se alcuni riescono a distruggere la buona impressione che il romanzo ci aveva fatto fin lì, altri contengono un senso di chiusura così perfetto che lasciano davvero soddisfatti.

Una chiusa come si deve riesce a non far dimenticare la storia al lettore, anche se il tempo passa e i dettagli si perdono. Per dimostrare questa affermazione, ne abbiamo selezionati per voi 10, quelli a nostro avviso più riusciti ed evocativi, quelli più belli.

Dieci passaggi conclusivi che, anche se estrapolati dal contesto, potrebbero davvero far nascere in voi il desiderio di leggere tutto il libro, dalla prima all’ultima pagina. Perché se solo un passaggio trasmette tante emozioni, cosa può contenere un romanzo intero?

 

E così in America quando il sole tramonta e me ne sto seduto sul vecchio molo diroccato del fiume a guardare i lunghi lunghi cieli sopra il New Jersey e sento tutta quella terra nuda che si srotola in un’unica incredibile enorme massa fino alla costa occidentale, e a tutta quella strada che corre, e a tutta quella gente che sogna nella sua immensità, e so che a quell’ora nello Iowa i bambini stanno piangendo nella terra in cui si lasciano piangere i bambini, e che stanotte spunteranno le stelle, e non sapete che Dio è Winnie Pooh?, e che la stella della sera sta tramontando e spargendo le sue fioche scintille sulla prateria proprio prima dell’arrivo della notte che benedice la terra, oscura tutti i fiumi, avvolge le vette e abbraccia le ultime spiagge, e che nessuno, nessuno sa cosa toccherà a nessun altro se non il desolato stillicidio della vecchiaia che avanza, allora penso a Dean Moriarty, penso perfino al vecchio Dean Moriarty padre che non abbiamo mai trovato, penso a Dean Moriarty.

[Sulla strada, Jack Kerouac]

 

Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato.

[Il grande Gatsby, F. Scott Fitzgerald]

Troverò un modo per ricondurlo a me. Dopo tutto, domani è un altro giorno.

[Via col vento, Margaret Mitchell]

 

La sola cosa che non dimenticò mai fu come rifiutare. Tutte le correzioni di Enid erano state inutili. Era testardo come il giorno in cui l’aveva incontrato. E tuttavia quando morì, dopo averlo baciato sulla fronte ed essere uscita con Denise e Gary nella tiepida notte di primavera, Enid sentì che niente poteva più uccidere la sua speranza, niente. Aveva settantacinque anni e intendeva cambiare alcune cose nella sua vita.

[Le correzioni, Jonathan Franzen]

 

In cima alla strada, nella capanna, il vecchio si era riaddormentato. Dormiva ancora bocconi e il ragazzo gli sedeva accanto e lo guardava. Il vecchio sognava i leoni.

[Il vecchio e il mare, Ernest Hemingway]

Allora saltò oltre per precorrere le predizioni e appurare la data e le circostanze della sua morte. Tuttavia, prima di arrivare al verso finale, aveva già compreso che non sarebbe mai più uscito da quella stanza, perché era previsto che la città degli specchi (o degli specchietti) sarebbe stata spianata dal vento e bandita dalla memoria degli uomini nell’istante in cui Aureliano Babilonia avesse terminato di decifrare le pergamene, e che tutto quello che vi era scritto era irripetibile da sempre e per sempre, perché le stirpi condannate a cent’anni di solitudine non avevano una seconda opportunità sulla terra.

[Cent’anni di solitudine, Gabriel Garcia Marquez]

 

Ho osservato il primo chiarore grigio rivelare i contorni del parco e dei ponti sul lago che non c’è più. E del viale lungo e stretto sul quale portarono via Robbie, nella luce bianca. Mi piace pensare che non sia debolezza né desiderio di fuga, ma un ultimo gesto di cortesia, una presa di posizione contro la dimenticanza e l’angoscia, permettere ai miei amanti di sopravvivere e vederli riuniti alla fine. Ho regalato loro la felicità, ma non sono stata tanto opportunista da consentire che mi perdonassero, non proprio, non ancora. E se avessi il potere di evocare la loro presenza alla mia festa di compleanno… Robbie e Cecilia, ancora vivi, ancora innamorati, seduti accanto in biblioteca, a sorridere delle Disavventure di Arabella? Non è escluso. Ora basta però, devo dormire.

[Espiazione, Ian McEwan]

Nel cimitero di Miragno, su la fossa di quel povero ignoto che s’uccise alla Stìa, c’è ancora la lapide dettata da Lodoletta […]. Io vi ho portato la corona di fiori promessa e ogni tanto mi reco a vedermi morto e sepolto là. Qualche curioso mi segue da lontano; poi, al ritorno, s’accompagna con me, sorride, e – considerando la mia condizione – mi domanda: “Ma voi, insomma, si può sapere chi siete?”. Mi stringo nelle spalle, socchiudo gli occhi e gli rispondo: “Eh, caro mio… Io sono il fu Mattia Pascal”.

[Il fu Mattia Pascal, Luigi Pirandello]

 

Aveva ancora il corpo di Roger tra le braccia. Lo posò dolcemente. «E lo faremo», disse. Voltò le spalle. Dietro di loro c’erano dolore, morte e terrore; davanti dubbio, pericolo e misteri insondabili. Ma non erano soli. Così Lyra e il suo daimon voltarono le spalle al mondo in cui erano nati, e guardarono verso il sole e camminarono nel cielo.

[La bussola d’oro, Philip Pullman]

 

Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie.

[La coscienza di Zeno, Italo Svevo]

 

A voi la parola, amici lettori. Qual è secondo voi “il finale dei finali”? Quello che vi è rimasto maggiormente impresso e che contiene il senso del romanzo che va a chiudere? Aspettiamo le vostre scelte nei commenti e sui social.