“Fiore gemello”: una storia d’amore che fotografa il mondo di oggi

Il film di Laura Luchetti, presentato a Londra, invita a riscoprire l'amore per il prossimo e per la terra

Un film di Laura Luchetti. Con Giorgio Colangeli, Aniello Arena, Fausto Verginelli. Drammatico. Italia 2018

Anna è in fuga dal dolore e da un uomo ossessionato dalla sua giovinezza. Basim è in cammino verso il futuro e una terra promessa. Anna, profuga in patria, e Basim, rifugiato della Costa d’Avorio, finiscono per incontrarsi in una terra arida e selvaggia, da qualche parte tra il mare e i monti della Sardegna. Anna ha perso la voce, Basim l’innocenza ma ognuno sembra capire i sentimenti dell’altro. Anime sole, in relazione dialettica, decidono di avanzare insieme tra miniere di sale e spazi di rovina ma il passato li perseguita incarnato da Manfredi, trafficante di migranti che vuole recidere il loro destino.

 

Sono una collaboratrice di Parole a Colori da tempo, da due anni inviata in prima linea al BFI London Film Festival, eppure non posso negare che si prova sempre un certo piacere a recensire film ben fatti. Per cui, ho deciso di rompere gli schemi e cominciare dicendo che l’ultimo lavoro di Laura Luchetti, “Fiore gemello”, è un film che dà grande soddisfazione a chi lo deve commentare.

Si tratta di una storia d’amore molto ben raccontata, la cui forza è data dalla capacità della Luchetti di costruire personaggi a tutto tondo e per niente scontati, nonostante la delicatezza del tema: l’immigrazione clandestina.

A suo modo, il film è una fotografia del mondo di oggi che ci aiuta a riscoprire l’amore per il prossimo e per la terra che ci circonda, impedendoci di voltarci dall’altra parte rispetto alla realtà sociale che ritrae.

Tuttavia è bene fare un appunto: il film non è una critica sociale né tantomeno risponde a un’agenda politica precisa, ma solo alla sensibilità della sua regista che sa esplorare il “retroscena” di un fenomeno così complesso, ripescando l’umanità dietro ai suoi protagonisti e le loro emozioni, non sempre positive.

Il modo in cui Laura esplora il territorio, in questo caso la Sardegna, è ugualmente unico. Avvalendosi di una fotografia brillante, sia per colori che per la costruzione delle scene, il film ci riporta alla bellezza della natura, recuperando il valore primitivo del fuoco, dell’acqua, dell’aria e della terra all’interno dell’esperienza umana che vivono Anna e Basim, tanto segnati dalla negatività di questi elementi quanto guidati da essi nel loro viaggio verso il ritrovamento della loro adolescenza e la scoperta dell’amore.

“Fiore gemello” è una carezza che trasporta dentro il significato di identità, dentro la bellezza della terra e di tutto quello che ancora può offrire, per mondare la violenza di un fenomeno così complesso e tragico come quello dell’immigrazione via mare. Il film è certamente un biglietto da visita promettente, che fa capire che Laura Luchetti è una regista da tenere d’occhio.

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Bolognese di nascita, cittadina del mondo per scelta, rifugge la sedentarietà muovendosi tra l’Inghilterra (dove vive e studia da anni), la Cina, l’Italia e altre nazioni europee. Amante della lasagna bolognese, si oppone fermamente alla visione progressista che ne ha la signorina Lotti, che vorrebbe l’aggiunta della mozzarella. Appassionata di storie, nel tempo libero ama leggere, scrivere, guardare serie TV e film, e partecipare a quanti più eventi culturali possibile.

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