Gennaio mese di inizi e buoni propositi

di Antonietta Mirra

 

Siamo entrati da alcuni giorni nel 2015 e sono sicura che a molti di voi – me compresa – sul finire dell’anno passato è venuto in mente di stilare una lista dei buoni propositi. Ho ragione?

Se avete resistito alla tentazione siete quasi soprannaturali, ammettiamolo. Perché, augurandosi che l’anno nuovo possa portare conferme e gradite novità, organizzare attività, risoluzioni, desideri è diventata quasi una moda. E dunque, cosa avete pensato di realizzare in questo attesissimo 2015?

buoni propositi

Io ho un grande proposito, molto egoista e presuntuoso, che ha pensato bene di scavalcare tutti gli altri, lanciandosi intrepido verso il podio delle soluzioni vincenti e dei programmi portati finalmente a termine. Riguarda la mia persona, o meglio il mio carattere dotato di una sensibilità molto forte che spesso è stata messa sotto i piedi dagli altri. E allora cosa ha pensato la mia mente per salvaguardare il cuore? Prima di tutto indifferenza. In secondo luogo, cercare di prendere le persone e i loro atteggiamenti per quelli che sono, senza restare feriti dalla superficialità altrui. Perché, parliamoci chiaro, un tipo come me, gentile e disponibile, accomodante a volte fino all’inverosimile, può mai sopravvivere in un mondo come questo, nel quale tutti fanno a modo loro e mai, dico mai, si comportano come ti aspetti?

Se le cose stanno così, cara Antonietta – mi son detta -, cambia atteggiamento e sii più menefreghista, prendi le cose come vengono e non soffrire se gli altri non capiscono. Difficile vero? Lo so, lo è. Ma tant’è che ormai ci son dentro e il mio 2015 è iniziato. Devo solo capire quanto durerà questo proposito.

I vostri buoni propositi possono essere più leggeri e meno impegnati dei miei, oppure altrettanto importanti, ma in ogni caso – che vi siate concentrati sul cambiare un lato del carattere, sul portare a termine un progetto, sul perdere qualche chilo – quel che è certo è che li avete fatti e continuerete a farli. Il motivo sta nel significato stesso della parola gennaio, a cui è collegata l’idea che a ogni inizio anno sia necessario fare una lista di buoni propositi.

Per capire bene di cosa sto parlando dovete tornare con la mente agli antichi romani e rispolverare qualche conoscenza di storia antica. Gennaio deriva dal dio romano Giano – procedimento comune, molti nomi dei mesi derivano dalle divinità (vedi marzo da Mars, ossia Marte, dio della guerra, dal momento che la primavera era considerata il periodo migliore per riprendere la guerra dopo la pausa invernale).

Altre denominazioni dei mesi sono invece correlate ai numeri anche se con qualche deviazione di significato. Vediamo perché. Settembre contiene nel nome il numero sette, quindi dovrebbe essere il settimo mese; ottobre contiene il numero otto, dovrebbe essere l’ottavo, novembre il nono, dicembre il decimo. In realtà sappiamo che non è così. Questa sostanziale incongruenza si deve all’intervento del primo Imperatore romano, Cesare Augusto, che volle che i mesi avessero il nome suo e del padre adottivo, Caio Giulio Cesare. Così due mesi, scelti tra i più belli dell’anno, sono diventati luglio e agosto. A causa di questa decisione, settembre da settimo divenne il nono mese, ottobre il decimo, novembre l’undicesimo e così via.

Ma tornando a gennaio cosa c’entra Giano bifronte con l’idea dei buoni propositi? C’entra molto più di quanto pensiate. Giano per i romanzi non era solo un dio a due facce. Era anche considerato colui che presiedeva le transizioni, i cambiamenti, i passaggi da uno stato all’altro. Colui che guardava avanti e contemporaneamente guardava indietro. Quale nome migliore, allora, per il primo mese dell’anno, nel quale ognuno di noi è ancora legato al passato ma allo stesso tempo già pensa a ciò che farà nel prossimo futuro?

In qualunque modo inizi l’anno, i buoni propositi restano un cliché intramontabile, anche se molti di questi vengono abbandonati strada facendo. Ma alla fine cosa importa? Notazioni storiche a parte, sapete perché li facciamo? Perché ci aiutano a credere che le cose possano migliorare, che il domani possa rivelarsi migliore del passato. E anche se non è detto che migliorino seriamente, crederci e impegnarsi perché accada è già un primo passo.