Gli effetti secondari dei sogni, Delphine De Vigan

di Barbara Pastorelli

 

Gli effetti secondari dei sogni” è un romanzo della scrittrice francese Delphine De Vigan, vincitore nel 2008 del Prix des Libraires al Salone del Libro di Parigi.

La protagonista è Lou Bertignac, una ragazzina di tredici anni sola, silenziosa e triste, dotata di un quoziente intellettivo molto alto che la porta a frequentare una classe con studenti più grandi che però non hanno nulla da spartire con lei e con i quali non riesce a legare.

Anche a casa Lou vive una situazione non semplice a causa di una tragedia accaduta in passato, dopo la quale la madre sembra aver rinunciato a vivere. La ragazzina si sente sola, smarrita, e non è in grado di relazionarsi con gli altri. Trascorre il tempo libero nelle grandi stazioni parigine dove osserva le emozioni che si dipingono sui volti delle persone che si lasciano o si ritrovano.

È in una di queste giornate, mentre alla stazione di Austerlitz osserva i gesti e i movimenti degli altri, che fa la conoscenza di Nolwenn, una ragazza poco più grande di lei che si è lasciata alla spalle un passato tormentato e difficile e che ora vive come una nomade per strada.

Sin da quel primo incontro, Lou instaura con lei un rapporto speciale, tra le due nasce un’intesa particolare che le porterà poi a stringere un’amicizia piuttosto complicata.

Per tutto l’arco della storia le due ragazze si cercano e si respingono al contempo. Nolwenn inizialmente si ribella alle attenzioni di Lou, è sfuggente e talvolta aggressiva, ma Lou non si arrende perché sa che il modo di essere della nuova amica è determinato solamente da un senso di impotenza e di profonda solitudine che è il medesimo che lei sta vivendo dentro e fuori casa.

Lou prova quasi un senso di protezione nei confronti di Nolwenn, vuole toglierla dalla strada, è come se volesse cambiarle la vita. E per un periodo ci riesce, portandola addirittura a vivere a casa con i suoi genitori, ma niente, neppure la buona volontà, può fermare il destino.

E infatti alla fine le vite delle due protagoniste si dividono per sempre, ma hanno rappresentato una la salvezza dell’altra e ognuna avrà una speranza in più che la porterà ad affrontare la vita e le difficoltà a testa alta e con coraggio.

Sarà proprio grazie all’amicizia speciale, anche se fugace, con Nolwenn e al fatto di essersi presa cura di lei che Lou riuscirà a vedere il mondo in modo diverso, a ricominciare a vivere e iniziare lentamente a socializzare con gli altri.

Un libro delicato e profondo in cui la scrittrice è riuscita in modo straordinario a trattare temi forti come la violenza, l’emarginazione, la solitudine. Una storia sulle luci e sulle ombre della vita di oggi, e sulle crisi d’identità che possono attraversare i giovani. Giovani fragili che pur vivendo nelle grandi metropoli moderne – caotiche, palpitanti, piene di gente – possono perdere il contatto con la realtà, sentirsi soli. Giovani che hanno bisogno di un amico, di trovare una direzione. Come succede a Lou.

 

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