“House of the Dragon”: 10 curiosità sullo spin-off di Game of Thrones

Dalle scelte di casting, discusse da qualcuno, alle location interne ed esterne dello show

È uscita nella notte italiana, precisamente alle 3.00 del mattino, la prima puntata in lingua originale di “House of the Dragon”, l’attesissima serie prequel di “Game of Thrones” che racconta le vicende di casa Targaryen. Il primo episodio in italiano arriverà lunedì 29 agosto. 

Nelle settimane che hanno preceduto la messa in onda del primo dei dieci episodi si è fatto un gran parlare della nuova produzione HBO, ideata dallo stesso George R.R. Martin, e ispirata al suo romanzo “Fuoco e sangue”. 

Se alcune notizie di base dovrebbero esservi ormai familiari – la storia è ambientata a Westeros 173 anni prima della nascita di Daenerys Targaryen (lo ricorda l’intro), quindi 200 anni circa prima delle vicende narrate in “Game of Thrones” – ci sono diverse chicche che potrebbero esservi sfuggite.

Per entrare nello spirito giusto prima della visione oppure passare il tempo in attesa del prossimo episodio, ecco 10 curiosità su “House of the Dragon”

 

1. NON SI TRATTA DEL PRIMO SPIN-OFF DI GOT SVILUPPATO FINORA…

Già nel 2016, prima della conclusione di “Game of Thrones”, HBO inizia a riflettere sul futuro del franchise, prendendo in considerazione idee per eventuali spin-off e prequel. Nel 2018, la HBO ordina l’episodio pilota di un possibile progetto prequel dal titolo (provvisorio) “Bloodmoon”, ambientato nella famigerata Età degli Eroi.S.J. Clarkson gira l’episodio, con un cast di stelle tra cui Naomi Watts e Jamie Campbell Bower (Stranger Things), ma poi questo, semplicemente, svanisce nel nulla, e non viene mai mostrato neppure all’autore George Marti (che comunque era alquanto scettico sull’argomento dello show, la discesa nella Lunga Notte e l’ascesa degli Estranei).

 

2. … E NON È LA SOLA SERIE IN LAVORAZIONE

Non avrà le dimensioni del Marvel Cinematic Universe, al momento, ma se siete appassionati di “Game of Thrones” i prossimi cinque anni dovrebbero regalarvi piacevoli sorprese. HBO ha infatti iniziato a lavorare su una serie incentrata su Jon Snow (Kit Harington), ambientata dopo la fine di GoT. Ci sono anche progetti per una serie su lord Corlys Velaryon, un celebre lord delle Maree nonché marito della principessa Rhaenys Targarye, dal titolo “Il Serpente di Mare (The Sea Snake), e una sulla regina guerriera Nymeria e per un adattamento della serie di racconti “Il cavaliere dei Sette Regni” (The Dunk and Egg). E non ci dimentichiamo che sono in fase di sviluppo anche tre serie animate…

 

3. HOUSE OF THE DRAGON SI ISPIRA ALL’ANARCHIA, UNA GUERRA CIVILE INGLESE

Nel corso di un’intervista, George R.R Martin ha spiegato che per questa parte della storia dei Targaryen si è ispirato a fatti realmente accaduti in Inghilterra nel XII secolo – e non sarebbe la prima volta! Se GoT ha infatti dei legami con la Guerra delle due rose, in “House of the Dragon” è possibile ritrovare delle corrispondenze con un periodo della storia inglese detto l’Anarchia. Tra il 1135 e il 1154 i sostenitori della figlia di Enrico I, l’imperatrice Matilde, da lui nominata come sua erede, e quelli di Stefano, nipote di Guglielmo il Conquistatore, dettero vita a una sanguinosa guerra civile. 

 

4. LE NASCITE SONO LE NUOVE NOZZE

Se le nozze erano un chiaro segno, per chi guardava GoT, che qualcosa di drammatico stava per accadere, le nascite hanno un impatto simile nell’architettura di “House of the Dragon”. Attendere con impazienza la nascita di un erede maschio, la storia ce lo ha insegnato a più riprese, ad esempio, poteva portare a cocenti delusioni. “Non c’era modo di prevedere il risultato – ha sottolineato il regista dello show, Miguel Sapochnik -, era una scommessa 50 e 50″. Come in passato è stato per le battaglie, in questa serie è intorno alle nascite che si sviluppano le tematiche e si analizzano i diversi punti di vista.

 

5. MARTIN È CONVINTO CHE UN PERSONAGGIO DELLA SERIE SIA MIGLIORE DEL SUO OMOLOGO LIBRESCO

Martin è stato coinvolto in modo attivo nello sviluppo della serie, e dopo aver visto il risultato finale si è dimostrato molto soddisfatto. L’autore pensa persino che lo show abbia in qualche modo migliorato il suo libro, ad esempio nel personaggio di Re Viserys (Paddy Considine). “Forse ricorderete che in passato ho affermato che la versione televisiva di Shae, interpretata in GoT da Sibel Kekilli, avesse maggiore profondità e ricchezza di sfumature di quella dei miei romanzi – ha scritto nel suo blog. – In modo analogo, sono davvero impressionato dal personaggio di Re Viserys, portatore di una vena tragica e maestosa che nel mio libro manca. Un gran lavoro dell’interprete, degli sceneggiatori e di tutta la crew”.

 

6. CI SARANNO BEN 17 DRAGHI!

Nella serie siamo all’apice del dominio dei Targaryen, il che significa draghi in abbondanza. E ogni tipo di sforzo, in termini economici e creativi, è stato fatto per dare a queste creature un aspetto e una personalità ben definita. “Era importante differenziare i draghi, ed è una delle cose su cui abbiamo iniziato prima a lavorare – ha spiegato lo showrunner Ryan Condal. – George ha scritto libri molto dettagliati in questo senso, e ci ha dato indicazioni su colore, taglia ed età. Partendo da questi elementi, abbiamo lavorato sulle personalità. Caraxes, ad esempio, è molto irascibile e agitato, in continuo movimento, un po’ come il suo cavaliere [Daemon Targaryen, ndr]. Ma abbiamo progettato draghi che non saranno neppure mostrati, nella 1° stagione.” 

 

7. STEVE TOUSSAINT E LE DISCUSSE SCELTE DI CASTING

Che 2022 sarebbe senza qualche polemica sul casting di una serie (neppure “The ring of power”, di prossima uscita su Prime Video è uscita indenne)? Nel caso di “House of the Dragon” è stata la scelta di Steve Toussaint per il ruolo di Corlys Velaryon a venire criticata da qualcuno. Fortunatamente per l’attore i commenti ignoranti o malevoli non hanno rappresentato un problema. “Se per qualcuno la mia presenza è un problema, il problema è loro. Non sono io a dover fare i conti con la cosa”. Non avremmo saputo dirlo meglio!

 

8. PARRUCCHE E COSTUMI: UN LAVORACCIO

I capelli chiarissimi, praticamente bianchi, sono uno degli elementi distintivi dei Targaryen e questo significa che molto membri del cast hanno dovuto indossare una parrucca, durante le riprese. Matt Smith ci ha scherzato su, durante il Comic Con, dicendo che sarebbero l’unico elemento che cambierebbe nello show, se fosse il regnante di Westeros. Olivia Cooke, invece, che interpreta Lady Alicent Hightower ha mosso le sue rimostranze verso i costumi. “Provate a scalare una montagna con gonne, corsetti e calzamaglie: il risultato è finire ricoperti di fango”.

 

9. RAMIN DJAWADI HA CURATO ANCHE QUESTA COLONNA SONORA

I fan di “Game of Thrones” possono gioire perché la mente dietro l’iconico tema della serie e l’incredibile colonna sonora, Ramin Djawadi, è tornato anche per “House of the Dragon”. Il compositore ha garantito che le musiche avranno lo stesso DNA di quelle del precedente – si tratta sempre di Westeros e dello stesso universo, dopo tutto – ma con qualche ventata di novità. “Ci sono decine di nuovi personaggi, e il periodo è diverso, quindi servivano chiaramente nuovi temi – ha dichiarato. – Ma penso che ciò che amo dello show è proprio questo: è diverso da GoT ma allo stesso tempo familiare. E nelle musiche ho riprodotto questa ambivalenza”. 

 

10. LE SCENE DI INTERNI SONO STATE GIRATE IN STUDIO, MA LE LOCATION ESTERNE NON MANCANO

Dall’Irlanda del nord all’Islanda, da Malta alla Croazia: le incredibili locations naturali dove è stato girato “Game of Thrones” e che hanno letteralmente dato vita ai Sette Regni sono diventate mete cult per i turisti. Nel caso di “House of the Dragon”, il quartier generale sono stati gli Warner Bros Leavesden Studio di Watford, in Inghilterra, dove sono state costruite e girate gran parte delle scene in interno. Ma tranquilli, non mancano gli esterni, che spaziano da città storiche e medievali in Spagna e Portogallo, a diverse località inglesi, come le spiagge della Cornovaglia o i villaggi del Peak District nel Derbyshire. 

 

Dopo questa carrellata di curiosità e chicche, siamo ancora più impazienti di tornare a immergerci nel mondo di Westeros, tra tradimenti, lotte tra congiunti e passioni. L’appuntamento è ogni lunedì su Sky Atlantic e in streaming su NOW. 

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