“I due Papi”: in un film, un passaggio epocale nella storia della Chiesa

Jonathan Pryce ed Anthony Hopkins nel biopic di Fernando Meirelles prodotto e distribuito da Netflix

Un film di Fernando Meirelles. Con Jonathan Pryce, Anthony Hopkins, Juan Minujín, Sidney Cole, Thomas D Williams. Biopic, 125′. USA 2019

Tra il 2010 e il 2013, il Vaticano si trova al centro di scandali e polemiche. Da una parte il clamore degli abusi sessuali, che divampa soprattutto negli Stati Uniti, dall’altra la vicenda Vatileaks con la fuga di documenti riservati, in mezzo le tensioni nello IOR con l’introduzione di una nuova legge all’insegna della trasparenza voluta da Benedetto XVI ma avversata da forze interne al Vaticano. In questo quadro complicato, Benedetto XVI avverte in maniera sempre più decisa di non essere più in grado di governare. Nel mirino, tra le altre cose, della linea progressista, matura la sua rinuncia al soglio pontificio e la necessità di trovare un nuovo timoniere. Le condizioni di salute e lo stato di stanchezza fanno il resto. Alla fine del mondo intanto Jorge Mario Bergoglio prepara il suo viaggio a Roma per chiedere al Papa di poter lasciare il governo pastorale dell’arcidiocesi e tornare alla quotidianità del ministero. Ma le cose andranno altrimenti. La rinuncia al ruolo di Papa di Benedetto XVI conduce all’elezione di Papa Francesco il 13 marzo 2013.

 

Diretto da Fernando Meirelles e basato su una commedia teatrale dello sceneggiatore Anthony McCarten, “I due Papi” utilizza una serie di presunti incontri risalenti al 2012 tra l’allora cardinale Jorge Maria Bergoglio (Pryce) e Papa Benedetto XVI (Hopkins) come base per approfondire la personalità di questi due uomini e le caratteristiche dei loro pontificati.

I Papi non smettono: muoiono e basta. Ecco perché le decisione di Benedetto XVI, nel 2013, di rinunciare al ruolo è stata una delle più grandi scosse all’interno della Chiesa cattolica. Ed è proprio da questo cortocircuito, da questa anomalia, che parte il film prodotto da Netflix.

Nei “Due Papi” si immagina un dialogo profondo tra i due pontefici, un avvincente ping-pong intellettuale tra due personalità opposte: Benedetto XVI è un conservatore, un solitario; Bergoglio un riformatore, un appassionato osservatore di calcio.

I loro confronti teologici e personali si svolgono nei giardini di Castel Gandolfo o sugli scanni marmorei della Cappella Sistina (ricostruita a Cinecittà) e permettono, anche grazie all’uso di flashback, di dare maggiore profondità al contesto e alle circostanze.

“I due Papi” è un’opera affascinate, carismatica, che funziona soprattutto durante i “battibecchi” tra i protagonisti. Un film solo apparentemente religioso e “alto” ma che vuole, in realtà, parlare di umanità e normalità. Della coscienza che spinge le persone a scendere a compromessi, e dell’umiltà che li spinge a cambiare.

 

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