I FANTASTICI 4 | Berlino e il muro che l’ha divisa in due al cinema

Ogni settimana una selezione di pellicole a tema, tra film cult, volti noti e nomi da scoprire o riscoprire

Il 9 novembre 1989 cadeva il muro di Berlino, simbolo della cortina di ferro che per quasi trent’anni, durante la guerra fredda, ha diviso il blocco occidentale da quello sovietico.

Sistema di fortificazioni fatto costruire dal governo della Germania Est per impedire la libera circolazione delle persone, ha diviso in due la città di Berlino per 28 anni, dal 1961 al 1989, quando venne decretata la riapertura delle frontiere.

A trent’anni da quella data che ha cambiato la storia, nel nostro appuntamento con “I Fantastici 4, la rubrica settimanale di consiglio di pellicole a tema, abbiamo scelto per voi quattro pellicole che parlano di Berlino e del muro che l’ha tagliata a metà per quasi tre decenni, muro di cui oggi resta solo un ricordo.

 

UNO, DUE, TRE!

di Billy Wilder. Con James Cagney, Horst Buchholz, Pamela Tiffin, Arlene Francis, Howard St. John. Commedia, 108′. USA 1961

La realizzazione del film nel 1961, a cavallo della costruzione del Muro, fu turbata da questo storico evento tanto che alcune riprese furono poi ultimate in studio. La pellicola è una commedia satirica sulla Guerra Fredda. Il protagonista, interpretato da James Cagney, è un dirigente della Coca Cola a Berlino Ovest che vuole diffondere la più americana delle bevande anche nei Paesi del blocco orientale…

 

GOOD BYE, LENIN!

di Wolfgang Becker. Con Katrin Sass, Daniel Brühl, Chulpan Khamatova, Burghart Klaußner, Maria Simon. Commedia, 118′. Germania 2003

Berlino, 1989. La signora Kerner, comunista ortodossa, entra in coma e si sveglia dopo otto mesi, in una società del tutto diversa da quella che conosceva. Messo in guardia dai medici – lo choc per il crollo del sistema sociale in cui ha creduto potrebbe esserle fatale – il figlio Alex fa di tutto per fingere che nulla sia accaduto. La pellicola fonde al meglio commedia e osservazione socio-politica e rende in modo chiaro il clima alla fine della guerra fredda.

 

LE VITE DEGLI ALTRI

di Florian Henckel von Donnersmarck. Con Martina Gedeck, Ulrich Mühe, Sebastian Koch, Ulrich Tukur, Thomas Thieme, Hans-Uwe Bauer. Drammatico, 137′. Germania 2006

Ambientato nella Berlino Est del 1984, controllata dalle spie della Stasi, il film racconta la vicenda del capitano Gerd Wiesler, agente abile e inflessibile, che finisce per diventare complice della coppia che è stato incaricato di spiare. Premio Oscar come miglior film straniero nel 2007, “Le vite degli altri” ricorda la classica pellicola di spionaggio, rinunciando però a scene di azione e inseguimenti e puntando invece su recitazione e introspezione.

 

IL PONTE DELLE SPIE

di Steven Spielberg. Con Tom Hanks, Mark Rylance, Amy Ryan, Sebastian Koch, Alan Alda, Billy Magnussen. Thriller, 140′. USA 2015

Brooklyn, 1957. Rudolf Abel, pittore di ritratti e di paesaggi, viene arrestato con l’accusa di essere una spia sovietica. La democrazia impone che venga processato, nonostante il regime di guerra fredda ne faccia un nemico certo e terribile. Dovrà essere una processo breve, per ribadire i principi costituzionali americani, e la scelta dell’avvocato cade su James B. Donovan, che fino a quel momento si è occupato di assicurazioni. Mentre Donovan prende sul serio la difesa di Abel, attirandosi l’incomprensione se non il disprezzo di sua moglie, del giudice e dell’opinione pubblica intera, un aereo spia americano viene abbattuto dai sovietici e il tenente Francis Gary Powers viene fatto prigioniero in Russia. Si profila la possibilità di uno scambio e la CIA incarica Donovan stesso di gestire il delicatissimo negoziato.

 

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Nata a Napoli, a otto anni si trasferisce in provincia di Gorizia dove si diletta di teatro. Torna nella sua amata città agli inizi del nuovo millennio e qui si diploma in informatica e comincia a scrivere - pensieri, racconti, per poi arrivare al primo romanzo, "Anime". Nel frattempo ha cambiato di nuovo città e scenario, trasferendosi nelle Marche. Oggi conduce per RadioSelfie.it "Lo chiamavano cinema", un approfondimento settimanale sulla settima arte, e scrive articoli sullo stesso tema.

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