I FANTASTICI 4 | I “cattivi” delle serie tv che non possiamo non amare

Ogni settimana una selezione di pellicole a tema, tra film cult, volti noti e nomi da scoprire

Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Questa sera, 19 novembre, su Sky Atlantic si aprirà l’ultimo atto di “Gomorra”, una delle serie italiane più amate di sempre. Dieci episodi che segneranno la fine di un’era. 

Liberamente ispirata al romanzo omonimo di Roberto Saviano, che ha anche curato la sceneggiatura, la serie racconta il mondo della malavita dall’interno. Nonostante la violenza e i numerosi atti ignobili commessi nel corso delle stagioni, Genny Savastano (Salvatore Esposito) e Ciro Di Marzio (Marco D’Amore) ci mancheranno terribilmente. 

Non è la prima volta che un personaggio “negativo” – vizioso, malvagio se non apertamente criminale – di una serie intercetta le simpatie del pubblico, finendo magari per mettere in ombra persino i cosiddetti “i buoni”. Nel nostro appuntamento di oggi con la rubrica “I Fantastici 4” abbiamo scelto quattro casi iconici.

 

IL LIBANESE (ROMANZO CRIMINALE)

Una serie ideata da Stefano Sollima. Con Francesco Montanari, Vinicio Marchioni,
Alessandro Roja, Marco Bocci, Daniela Virgilio, Andrea Sartoretti, Riccardo De Filippis.
Noir, drammatico. Italia. 2008-2010

Abbiamo scelto il personaggio interpretato da Francesco Montanari, per la nostra rassegna, ma in realtà il titolo di “cattivo che non possiamo non amare” potrebbe andare a uno qualunque dei malavitosi descritti nella serie di Sollima. Sono i componenti della banda della Magliana, i personaggi per cui “fare il tifo”. Anche quando commettono crimini violenti, anche quando infrangono le leggi. Il Libanese, vero nome Pietro Proietti, è la mente dietro al progetto rivoluzionario di formare una Banda unica per controllare tutta Roma. Violento e ambizioso, è anche contraddistinto da un grandissimo senso dell’amicizia. La sua morte – e la scena del ritrovamento del corpo, sotto una pioggia torrenziale – resta una ferita aperta. 

 

NUCKY THOMPSON (BOARDWALK EMPIRE)

Una serie ideata da Terence Winter. Con Steve Buscemi, Michael Pitt, Kelly Macdonald,
Michael Shannon, Shea Whigham, Stephen Graham, Vincent Piazza.
Drammatico, noir. USA. 2010-2014

Il personaggio interpretato da Steve Buscemi è il protagonista indiscusso della serie prodotta da Martin Scorsese e Mark Walhberg, che racconta l’alba del proibizionismo negli Stati Uniti, all’inizio degli anni ’20. Fin dal primo episodio è difficile non farsi conquistare da Enoch “Nicky” Thompson, che si divide tra il traffico di liquore illegale ad Atlantic City, il lavoro come tesoriere della città e la politica. Di giorno è un repubblicano dai sani valori morali, di notte stringe affari con i peggiori boss della malavita. Il tutto con aplomb impeccabile e (quasi) mai un capello fuori posto. 

 

OSWALD COBBLEPOT (GOTHAM)

Una serie ideata da Bruno Heller. Con Benjamin McKenzie, Donal Logue, Robin Lord Taylor, David Mazouz, Cory Michael Smith, Morena Baccarin. Azione, sci-fi. USA. 2014-2019

Discorso analogo a quello fatto per gli antieroi di “Romanzo criminale”, che amiamo nonostante siano di fatto dei criminali, potrebbe applicarsi a (quasi) tutti i villain della serie “Gotham” – ci dispiace, Cameron Monaghan aka Jerome Valeska, ma per te proprio non riusciamo a parteggiare, troppo inquietante. Abbiamo scelto il personaggio di Oswald Cobblepot, interpretato in modo magistrale da Robin Lord Taylor, perché nel corso delle cinque stagioni è quello ad avere uno degli archi narrativi più convincenti. Da porta-ombrello a boss a sindaco a detenuto… e ancora e ancora e ancora. Una girandola di malvagità, cadute e risalite meravigliosa. 

 

PABLO ESCOBAR (NARCOS)

Una serie ideata da Chris Brancato, Carlo Bernard, Doug Miro. Con Wagner Moura, Boyd Holbrook, Pedro Pascal, Joanna Christie, Maurice Compte. Biopic, noir. USA, Colombia. 2015-2017

Le prime due stagioni della serie Netflix che racconta la storia vera della dilagante diffusione della cocaina tra Stati Uniti e Europa negli anni ottanta ha un protagonista assoluto: il narcotrafficante Pablo Escobar, interpretato in modo magistrale dall’attore brasiliano Wagner Moura. Il fondatore del cartello di Medellín viene raccontato in tutte le sue sfaccettature, nel momento dell’ascesa ma anche in quello della caduta. La sua ferocia e la sua ambizione colpiscono il pubblico tanto quanto la sua personalità istrionica e quella vena di malinconia che emerge a tratti. 

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Nata a Napoli, a otto anni si trasferisce in provincia di Gorizia dove si diletta di teatro. Torna nella sua amata città agli inizi del nuovo millennio e qui si diploma in informatica e comincia a scrivere - pensieri, racconti, per poi arrivare al primo romanzo, "Anime". Nel frattempo ha cambiato di nuovo città e scenario, trasferendosi nelle Marche. Oggi conduce per RadioSelfie.it "Lo chiamavano cinema", un approfondimento settimanale sulla settima arte, e scrive articoli sullo stesso tema.

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