I FANTASTICI 4 | Quando il cinema racconta il mondo del giornalismo

Ogni settimana una selezione di pellicole a tema, tra film cult, volti noti e nomi da scoprire

Il decimo film di Wes Anderson, “The French Dispatch” (qui la nostra recensione), in uscita questa settimana al cinema dopo essere stato presentato a diversi Festival in giro per il mondo, è stato definito una “lettera d’amore al giornalismo e ai giornalisti”.

Al centro del racconto c’è la redazione di un quotidiano di una cittadina francese, che si occupa di politica, cronaca, arte, moda, alle prese con la realizzazione di un numero commemorativo che raccolga il meglio degli articoli pubblicati negli anni.

Non è la prima volta che il cinema si propone di raccontare il mondo dei media, la sua evoluzione, i personaggi iconici (in bene e in male) che ne hanno fatto parte, le lotte portate avanti per un’informazione libera e plurale. Nel nostro appuntamento di oggi con “I Fantastici 4”, la rubrica dedicata al consiglio di pellicole a tema, abbiamo scelto i quattro film da recuperare assolutamente, appartenenti a questo filone.

 

SCANDALO A FILADELFIA

di George Cukor. Con Cary Grant, Katharine Hepburn, James Stewart, Ruth Hussey, John Howard, Roland Young. Commedia, 112′. USA 1940

Filadelfia, anni trenta. Tracy Lord, ragazza viziata e presuntuosa dell’alta società cittadina, mette alla porta il marito e, due anni dopo, progetta un nuovo matrimonio con un arricchito. Durante i preparativi per le nozze, sotto gli occhi sornioni di una coppia di giornalisti, il respinto riuscirà a riguadagnare il cuore della giovane, dopo una memorabile sbronza che le farà abbassare le arie. Uno dei migliori esempi della cosiddetta comedy of remarriage, interpretata egregiamente da Cary Grant, Katharine Hepburn e James Stewart.

 

QUARTO POTERE

di Orson Welles. Con Everett Sloane, Paul Stewart, Joseph Cotten, Alan Ladd, Agnes Moorehead, George Coulouris. Drammatico, 120′. USA 1941

Muore Charles F. Kane, magnate della stampa statunitense. Un giornalista intervista i suoi amici e dipendenti per scoprire il significato dell’ultima parola da lui pronunciata sul letto di morte: “Rosabella” (Rosebud, nella versione originale). Il film d’esordio di Orson Welles, girato nella seconda metà del 1940 quando il regista aveva solo venticinque anni, è liberamente ispirato alla biografia del magnate dell’industria del legno e dell’editoria William Randolph Hearst e considerato uno dei migliori film statunitensi di sempre. 

 

L’ASSO NELLA MANICA

di Billy Wilder. Con Kirk Douglas, Jan Sterling, Robert Arthur, Porter Hall, Frank Cady, Richard Benedict. Drammatico, 112′. USA 1951

Il giornalista Charlie Tatum, assunto nella redazione del quotidiano di una cittadina del New Mexico, sogna di realizzare lo scoop in grado di riportarlo sulla cresta dell’onda. L’occasione arriva all’improvviso quando un operaio, Leo Minosa, rimane intrappolato nel crollo di una miniera. Charlie sfrutta la situazione per creare un grande evento mediatico, rallentando di proposito i soccorsi. Ispirato a un fatto di cronaca verificatosi nel 1925 in Kentucky, “L’asso nella manica” è uno dei film più amari e crudeli del geniale Billy Wilder, che smaschera senza pietà le debolezze umane e i falsi miti della società a stelle e strisce. 

 

QUINTO POTERE

di Sidney Lumet. Con Peter Finch, William Holden, Faye Dunaway, Robert Duvall, Ned Beatty, Lane Smith. Drammatico, 121′. USA 1976

Howard Beale, commentatore del notiziario televisivo della UBS, è sul punto di essere licenziato dal network per il quale lavora. Una sera, durante la messa in onda, Beale dichiara di volersi suicidarsi in diretta di fronte a milioni di persone. Il suo annuncio provoca immediatamente un grande clamore mediatico; e mentre Max Schumacher, il direttore del servizio notizie, mostra preoccupazione per il suo vecchio amico, i dirigenti della UBS decidono di sfruttare la situazione per aumentare gli ascolti del network. Premio Oscar nel 1977 per i due protagonisti, Peter Finch e Faye Dunaway. 

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Nata a Napoli, a otto anni si trasferisce in provincia di Gorizia dove si diletta di teatro. Torna nella sua amata città agli inizi del nuovo millennio e qui si diploma in informatica e comincia a scrivere - pensieri, racconti, per poi arrivare al primo romanzo, "Anime". Nel frattempo ha cambiato di nuovo città e scenario, trasferendosi nelle Marche. Oggi conduce per RadioSelfie.it "Lo chiamavano cinema", un approfondimento settimanale sulla settima arte, e scrive articoli sullo stesso tema.

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