“I fratelli De Filippo”: storia di una ferita familiare che si sublima in arte

Sergio Rubini torna dietro la macchina da presa con un film sulla storia del teatro italiano

Un film di Sergio Rubini. Con Mario Autore, Domenico Pinelli, Anna Ferraioli Ravel, Biagio Izzo, Giancarlo Giannini. Drammatico, 142′. Italia 2021

Napoli, inizi del ‘900. Eduardo, Peppino e Titina vivono assieme alla madre Luisa De Filippo. Il padre naturale Eduardo Scarpetta, che è il più famoso attore e drammaturgo di quel periodo, si spaccia come loro zio, li trascura completamente ed è spesso severo nei loro confronti. Gli ha però trasmesso l’amore per il teatro e li ha fatti recitare fin da piccoli. Alla sua morte, nel 1925, non gli ha lasciato nulla; l’eredità infatti è stata spartita dalla famiglia legittima. Suo figlio Vincenzo, dopo aver ereditato la compagnia, cerca di avere tra gli attori sia Eduardo che Peppino. Con il primo nascono subito i contrasti, l’altro invece per un po’ recita per lui. Il grande desiderio dei De Filippo, malgrado i loro contrasti, è quello di fondare un trio con un repertorio tutto loro. E una notte di Natale, del 1931, il sogno si avvera al Cinema Teatro Kursaal.

 

Dopo “Il grande spirito” (2019), Sergio Rubini torna dietro la macchina da presa per raccontare la storia dei fratelli De Filippo, Eduardo, Peppino e Titina, vera e propria istituzione del teatro italiano.

Figli della sarta Luisa De Filippo (dalla quale prendono il cognome) e del noto attore e drammaturgo Eduardo Scarpetta, che mai li riconobbe e che chiamarono sempre “zio”, i tre fratelli iniziarono a respirare aria di teatro fin da piccoli. Alla morte dell’attore, nel 1925, i figli legittimi si spartirono l’eredità, mentre a Titina, Eduardo e Peppino non spettò nulla. Ai tre giovani, però, “zio” Scarpetta trasmise un dono speciale: il grande talento.

Storia di formazione ma anche spaccato culturale e sociale dell’Italia dei primi anni del Novecento, “I fratelli De Filippo” è un racconto di riscatto e di profondo amore per il teatro, quello che ha portato i fratelli ad affrancarsi da una vita familiare in cui erano stati eterni secondi.

Il film è strutturato come una pièce teatrale, divisa in primo, secondo e terzo atto, e sorretto da una sceneggiatura molto equilibrata e ben scritta. I fratelli De Filippo sono interpretati da tre giovani attori, Mario Autore, Anna Ferraioli Ravel e Domenico Pinelli, poco noti al grande pubblico ma capaci di caratterizzare i protagonisti senza mai cadere nella mera imitazione.

Quella dei De Filippo è la storia di una ferita familiare che si trasforma in arte. E di tre giovani che, unendo le forze, superano la tradizione del teatro napoletano dell’epoca, legato soprattutto alla farsa, “inventando” qualcosa di nuovo. Uno sguardo realista, punto di rottura tra la tradizione e la contemporaneità.

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Campana doc, si laurea in scienze delle comunicazioni all'Università degli studi di Salerno. Internauta curiosa e disperata, appassionata di cinema e serie tv, pallavolista in pensione, si augura sempre di fare con passione ciò che ama e di amare fortemente ciò che fa.

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