I lettori danno un giudizio: quando un libro è illeggibile

di Davide Martini

 

Le persone tendono spesso a usare il termine “illeggibile” in riferimento a ciò che hanno letto, o letto almeno in parte. Con “persone” indichiamo qui quella fetta di popolazione che fa della lettura uno stile di vita o che comunque legge con regolarità.

Illeggibile è una parola, quasi un intercalare, che si inserisce di solito a fine frase per fissare una condanna così netta e definitiva da non ammettere repliche. Tuttavia può voler dire molte cose diverse. Passiamo in rassegna alcune delle accezioni usate più di frequente.

Un libro illeggibile può essere quello pretenzioso, oscuro, di difficile interpretazione, che non vale la pena decodificare, ma di tanto in tanto un testo illeggibile è quello d’ispirazione modernista, post-modernista o accademica, che fa ampio uso delle note a pie’ di pagina.

Esiste poi un tipo di scrittura, tipica di chi non padroneggia a pieno una lingua, che risulta illeggibile in senso strutturale, una scrittura caratterizzata da frasi scoordinate, tempi verbali usati in modo quasi casuale, forme dialogiche ridondanti. Tutti elementi altamente irritanti per un lettore, anche se la trama e l’intreccio sono meritevoli. In questa categoria di testi illeggibili si fanno rientrare anche le traduzioni mal riuscite, che forse meriterebbero di venire trattate a sé.

Ci sono poi i testi fisicamente illeggibili. Certo, nell’era dei computer, dei correttori automatici e della formattazione automatica non capita più molto spesso, ma si possono trovare ancora oggi libri stampati in caratteri strani, con un’interlinea sbagliata o spaziature inadatte, oppure contenenti simboli che contribuiscono a rendere la lettura faticosa.

Definire un libro illeggibile, comunque, non riguarda soltanto la veste grafica del testo ma la sua inutilità. Un libro illeggibile ruba tempo prezioso alla gente, non si dimostra in alcun modo piacevole o istruttivo. Un libro illeggibile non ottempera a nessuna delle funzioni alle quali la forma-libro è preposta.

Come abbiamo visto sommariamente nel pezzo, tanto l’epiteto illeggibile viene impiegato in lungo e in largo dalle persone, tanto il significato che si attribuisce alla parola è soggettivo. Se vi trovate a utilizzarlo state in guardia: non state solo dando un giudizio di merito al lavoro di un autore, ma per un attimo state ridefinendo il concetto stesso di letteratura.

 

Libera traduzione da The Paris Review