“I lost my body”: una pellicola d’animazione potente e avvolgente

L'esordio nel genere del francese Jérémy Clapin è degno di nota, toccante e visivamente d'impatto

Un film di Jérémy Clapin. Con Victoire Du Bois, Patrick d’Assumçao, Hakim Faris. Animazione, 81′. Francia 2019

A Parigi, la mano affettata di un giovane fugge da una sala di dissezione, determinata a trovare il suo corpo. Durante il suo infido viaggio attraverso la città, ricorda tutta la sua vita insieme a lui, fino all’incontro con Gabrielle.

 

Fino a ieri sera il buon Calimero aveva un’ottima posizione nel mio personale Pantheon di simpatici sfigati animati. A chi non è capitato, almeno una volta, di sentirsi fuori luogo e bistrattati come il pulcino nero?

Ma adesso c’è un altro personaggio che rischia di scalzarlo: Naoufel, il protagonista del primo lungometraggio animato di Jérémy Clapin “I lost my body” (J’ai perdu mon corps), presentato in concorso alla Settimana della critica del Festival di Cannes 2019.

Si tratta di un toccante, tragico, devastante ma alla fine, per fortuna, anche salvifico comin of age che il giovane è costretto ad affrontare dopo essere rimasto orfano di entrambi i genitori a seguito di un incidente stradale.

Accolto da una famiglia detestabile, divenuto per necessità un fattorino, Naoufel può contare solo sulle proprie forze – e su delle musicassette su cui è registrata la voce della madre. “L’incontro” con Gabrielle lo spingerà a cercare di dare un senso alla propria vita.

“I lost my body” è una pellicola potente, visivamente ed emotivamente avvolgente, che  colpisce al cuore lo spettatore.

Nonostante le molteplici avversità il protagonista non si arrende. E nella scena finale c’è tutta la sua forza d’animo e il suo coraggio – decisamente da prendere come esempio.

 

Il biglietto da acquistare per “I Lost my body” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre. 

 

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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