Il benessere dello spazio: quando in casa meno è meglio

di Federica Zanoni (Kikka)

 

ArmadioRicordo benissimo lo stupore dipinto sui volti delle persone quando, qualche tempo fa, dissi che desideravo, in tutta la mia nuova casa, un parquet color magnolia (una tonalità di bianco caldo). Negoziante, posatore, falegname, architetto, tutti ci tenevano a dirmi che questa scelta era un errore, che tenere pulito e riuscire a non rigare il pavimento sarebbe stata un’impresa. E tutti avevano questo e quel consiglio da darmi.

Poi qualcuno mi ha detto: “Con questo colore la casa sembrerà sempre vuota”. Allora sono stata io a restare stupita, perché era proprio questo l’effetto che desideravo per la mia casa. Volevo un luogo spazioso. Volevo vivere la sensazione di benessere che dà lo spazio.

Non sempre ci ricordiamo che lo spazio in cui viviamo influenza il nostro corpo e la nostra mente.

Avete mai pensato a quanti oggetti affollano la vostra casa? Soprammobili, indumenti, cianfrusaglie varie invadono armadi, mobili, pareti delle nostre stanze. Una sovrabbondanza chiassosa che, talvolta, ci toglie l’aria senza che ce ne accorgiamo.

Si dice che accumulare beni materiali e acquistare cose in maniera quasi compulsiva siano modi per alleviare l’ansia. Ma così facendo si finisce per ritrovarsi con spazi affollati, polvere e disordine, e molta più ansia da gestire.

Il riordino fisico è un vero toccasana per il nostro benessere. Aumenta la nostra fiducia, libera la mente ed è anche un ottimo rimedio per chiudere con il passato. Senza contare i risvolti economici: dal momento che aiuta a ridurre gli acquisti inutili porta sollievo anche al portafoglio.

La primavera è arrivata da un mese, allora perché non approfittare dell’aria di cambiamento e novità per riordinare la casa e gli armadi? Lasciatevi guidare dalle vostre sensazioni, per farlo. Toccate un oggetto, un vestito, un accessorio: se non vi trasmette niente buttatelo, senza ripensamenti o sensi di colpa.

Svuotare gli spazi sovraffollati, conservando soltanto ciò che amiamo davvero, ha un potere prodigioso. Personalmente, almeno 3 o 4 volte all’anno passo in rassegna i miei abiti, gli accessori e le scarpe. Il tempo modifica i gusti e le forme, quindi faccio iniziare la seconda vita di ciò che non indosso. Come? Prima di tutto divido i capi in buono stato da quelli da buttare. I primi, dopo averli lavati e stirati, li consegno a un’associazione locale di donne che organizza un mercatino dell’usato, aperto il sabato e la domenica. Con il ricavato delle vendite si sostengono piccoli ma importanti progetti: la ricostruzione di una scuola, l’acquisto di cancelleria per un villaggio in Africa, o di medicinali di prima necessità.

Vivere in uno spazio meno opprimente può essere un bene, non soltanto per noi, ma per gli altri.


A voi la parola, amici lettori. Che rapporto avete con lo spazio domestico? Vi dedicate, di tanto in tanto, a degli “alleggerimenti” di armadi e mobili, come ci ha raccontato che fa la nostra Kikka? Oppure siete degli accumulatori compulsivi? Fateci sapere le vostre abitudini. E alla prossima. 

 

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