“Il commissario Ricciardi”: 3 motivi per vedere la 2° stagione della serie

Lino Guanciale interpreta il tormentato personaggio nato dalla penna di De Giovanni

Torna da questa sera, lunedì 6 marzo, su Rai1 per quattro prime serate la serie “Il commissario Ricciardi”, tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni ambientati nella Napoli degli anni ‘30. “Febbre”, “Anime di vetro”, “Serenata senza nome” e “Rondini d’inverno” sono i titoli degli episodi, che riprendono quelli di altrettanti romanzi. 

Continuano le indagini e le vicissitudini sentimentali dello schivo e tormentato commissario della Mobile Luigi Alfredo Ricciardi (Guanciale), che dalla madre ha ereditato la maledizione di vedere il fantasma delle persone morte di morte violenta e ascoltarne l’ultimo pensiero.

Con le sue straordinarie doti intuitive e una vera e propria vocazione per il lavoro, Ricciardi risolve i casi di omicidio più difficili, aiutato dal fedele brigadiere Maione e dal medico legale Bruno Modo, mentre l’aura di mistero che lo circonda ne fa un uomo corteggiato dalle donne.

Scoprite con noi i 3 motivi per cui vale la pena guardare i nuovi episodi del Commissario Ricciardi:

 

1 RICCIARDI INTERAGISCE CON DONNE DIVERSE E INTRIGANTI. Il triangolo amoroso tanto apprezzato nella prima stagione si trasforma in un quadrilatero. Alla timida Enrica (Maria Vera Ratti), dirimpettaia del commissario, e alla sensuale Livia (Serena Iansiti), vedova di un noto tenore e cantate lirica a sua volta, si aggiunge nei nuovi episodi la contessa Bianca Palmieri di Roccaspina (Fiorenza D’Antonio), con cui Ricciardi ha molto in comune.

2SFUGGENTI, CONTRADDITTORI, SOSPESI TRA INGENUITÀ E CRUDELTÀ: i “criminali” con cui si confronta Ricciardi caso dopo caso mostrano uno spaccato della Napoli degli anni ‘30 che è demoniaca e angelica allo stesso tempo. Come sa bene chi ha letto i libri di De Giovanni, è proprio questa mescolanza tra alto e basso, tra lirismo e violenza, una delle caratteristiche più apprezzate della serie, e gli sceneggiatori hanno saputo portarla anche sul piccolo schermo.

3L’AMBIENTAZIONE E IL PERIODO STORICO SONO AFFASCINANTI. Gli elementi distintivi di architettura, arte, musica e costume che hanno segnato gli anni ‘30 e il regime fascista in Italia vengono accentuati grazie alla scelta di location come vicoli bui, bassi claustrofobici, fatiscenti cortili contrapposti agli scorci luminosi del Golfo di Napoli. Una serie fatta di luci e ombre, anche visivamente parlando.

 

La seconda stagione de “Il commissario Ricciardi” andrà in onda su Rai1 a partire da lunedì 6 marzo, per quattro prime serate nel segno del melò, del poliziesco e del mistery.